Due date, una sola celebrazione: 13 aprile e 6 luglio. La storia di una ricorrenza nata tra record del Guinness e tradizioni anglosassoni.
C’è un gesto che gli esseri umani compiono da almeno quattromila e cinquecento anni, che coinvolge tra i 23 e i 34 muscoli del viso, che rilascia ossitocina e dopamina nel cervello, che ha ispirato Klimt, Hayez, Rodin e Canova, e che ha una giornata mondiale dedicata. Anzi: ne ha due. Perché se c’è una cosa che il bacio fa bene, è creare un po’ di confusione caritatevole.
Il 13 aprile è la Giornata Mondiale del Bacio, o International Kissing Day. Ma anche il 6 luglio è la Giornata Mondiale del Bacio. O meglio, il World Kiss Day, o National Kissing Day secondo la tradizione britannica. Le date sono due, le origini sono distinte, e la confusione che ne deriva è forse la cosa più romantica di tutta la storia, perché dimostra che il bacio è troppo importante per essere celebrato una volta sola.
Il 13 aprile: una coppia thailandese e un record impossibile
La data del 13 aprile è legata a una storia concreta, documentata dal Guinness World Records, e protagonisti sono Ekkachai e Laksana Tiranarat, una coppia di sposi thailandesi con una resistenza e una dedizione che fanno impallidire chiunque. Il 13 aprile è la data scelta per ricordare il primo record assoluto di bacio più lungo mai registrato: la coppia Tiranarat si baciò ininterrottamente per 46 ore, 24 minuti e 9 secondi durante una competizione organizzata a Pattaya, in Thailandia. Le regole erano ferree: le labbra non potevano separarsi mai, neppure per bere, mangiare, o rispondere alle più urgenti necessità biologiche, che dovevano essere gestite senza interrompere il contatto. Era consentito usare una cannuccia per i liquidi. Non era consentito dormire né sedersi. Un’impresa al confine tra la dedizione romantica e la resistenza militare.
Ma la coppia Tiranarat non si fermò lì. Nel febbraio del 2013, a Pattaya, Ekkachai e Laksana migliorarono il proprio stesso primato, baciandosi questa volta per 58 ore, 35 minuti e 58 secondi, cominciando il 12 febbraio e finendo esattamente il giorno di San Valentino. Un risultato talmente estremo che il Guinness World Records, poco dopo la certificazione, decise di sospendere definitivamente questa categoria di record, ritenendola troppo pericolosa per la salute dei partecipanti: le competizioni precedenti avevano già causato svenimenti, psicosi da privazione del sonno e ricoveri ospedalieri.
La data del 13 aprile come giornata celebrativa nasce quindi come omaggio a questi record straordinari e alla coppia che li ha stabiliti, diventando un simbolo dell’amore che non conosce limiti fisici. Con il tempo si è diffusa a livello internazionale come data di riferimento principale per la celebrazione del bacio nel mondo.
C’è anche un’altra ragione storica che rinforza il 13 aprile. In quella stessa data, nel 1896, uscì nelle sale americane il cortometraggio The Kiss, diretto da William Heise per la Edison Manufacturing Company: diciotto secondi di film in cui gli attori May Irwin e John C. Rice si scambiavano un bacio, tratto dal musical teatrale The Widow Jones. Fu il primo bacio filmato della storia del cinema, e all’epoca suscitò scandalo e richieste di censura da parte di chi lo trovava troppo esplicito. Oggi fa sorridere. Ma quel bacio filmato nel 1896 contribuisce a fare del 13 aprile una data significativa nel rapporto tra il bacio e la cultura popolare.
Il 6 luglio: la tradizione britannica del National Kissing Day
La data del 6 luglio ha un’origine completamente diversa, più discreta e meno documentata nel dettaglio, ma radicata in modo solido nella tradizione anglosassone. Il 6 luglio è stato dichiarato National Kissing Day nel Regno Unito, con una data scelta in modo più convenzionale, senza il legame diretto con un record o un evento storico preciso. La prima attestazione di questa celebrazione nel mondo anglosassone risale al 1990.
Nel corso degli anni la ricorrenza si è espansa ben oltre i confini britannici, diffondendosi come World Kiss Day o International Kissing Day in molti paesi, e diventando un appuntamento fisso per campagne social, flash mob romantici nelle piazze, iniziative commerciali a tema e iniziative culturali. Times Square a Londra, Trafalgar Square a New York: il 6 luglio è diventato il pretesto per baci pubblici, spontanei e organizzati, in tutto il mondo anglofono e oltre.
La differenza tra le due date è sostanzialmente questa: il 13 aprile ha una storia aneddotica precisa alle spalle, un record, una coppia, un momento cinematografico d’epoca. Il 6 luglio è invece una celebrazione nata per convenzione, decisa dall’alto, senza un episodio fondante, ma diventata nel tempo altrettanto sentita. E dato che nessuna delle due ha carattere ufficiale a livello delle Nazioni Unite, entrambe convivono pacificamente, come due modi diversi di dire la stessa cosa.
Le date nel mondo: un mosaico di celebrazioni
Se la doppia data fosse già abbastanza, aggiungete che nel mondo esistono altre ricorrenze dedicate al bacio. Negli Stati Uniti il National Kissing Day cade il 22 giugno, scelto per ragioni non meglio precisate di calendario culturale americano. In India la giornata del bacio si festeggia il 13 febbraio, il giorno prima di San Valentino, quasi a preparare emotivamente il terreno per la festa degli innamorati. In alcuni paesi latinoamericani ci sono ulteriori varianti locali.
Questo mosaico di date dice qualcosa di interessante: il bacio è talmente radicato nelle culture umane che ogni tradizione vuole appropriarsene, dargli una collocazione propria nel calendario, tenerlo vicino. Non c’è una data giusta, perché la giusta risposta è sempre: oggi.
Quattromila e cinquecento anni di baci: la storia più antica
Prima di parlare di giornate mondiali vale la pena ricordare che il bacio ha una storia che precede di molto qualsiasi ricorrenza moderna. Le tracce più antiche documentate risalgono a circa quattromila e cinquecento anni fa, in Mesopotamia, nell’area degli attuali Iraq e Siria. Tavole cuneiformi in argilla di quell’epoca descrivono il bacio sulle labbra come parte delle relazioni affettive e sociali, non solo romantiche: si baciavano gli amanti, ma anche gli amici, i familiari, i dignitari in segno di rispetto. Il bacio non era una novità.
Gli antichi Romani usavano il bacio sulle labbra come saluto tra membri dei ceti più alti, finché l’imperatore Tiberio non lo vietò, convinto che fosse un vettore di malattie. Aveva qualche ragione: con un bacio appassionato si possono trasferire fino a 80 milioni di batteri in dieci secondi. Ma questo non ha mai scoraggiato nessuno, né allora né adesso.
Nel medioevo il bacio aveva valore giuridico: sigillava contratti, ratificava accordi, sanciva fedeltà. Il bacio sulla guancia del sovrano era un privilegio aristocratico. Il bacio ai piedi del Papa era un atto di devozione. Il bacio nuziale davanti all’altare era, ed è ancora, il sigillo visibile di un patto. Il bacio di Giuda, nel Vangelo, è diventato il simbolo universale del tradimento. In questo gesto così semplice si condensa tutta la complessità delle relazioni umane.
La scienza del bacio: cosa succede quando ci baciamo
Quando due persone si baciano accade qualcosa di preciso e scientificamente documentabile nel cervello e nel corpo. Il sistema limbico, la parte del cervello legata alle emozioni e ai ricordi, si attiva. Vengono rilasciati ossitocina, l’ormone del legame e della fiducia, dopamina, il neurotrasmettitore del piacere e della gratificazione, e serotonina, il regolatore dell’umore. I livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, si abbassano. La pressione sanguigna cala leggermente. I vasi sanguigni si dilatano.
Un bacio appassionato mette in movimento tra 23 e 34 muscoli del viso e fino a 112 muscoli posturali. Usarli regolarmente, secondo alcune ricerche, funziona da allenamento per la muscolatura facciale. Gli studiosi del microbioma orale hanno osservato che le coppie che si baciano frequentemente condividono spesso la stessa composizione batterica nella saliva, il che suggerisce che il bacio contribuisce, in modo paradossale, a rafforzare il sistema immunitario adattandolo a nuovi agenti microbici. Detto più semplicemente: baciarsi fa bene.
Vale però la pena di ricordare che il bacio romantico, quello sulle labbra tra partner, non è un comportamento universale in tutte le culture. Uno studio antropologico condotto su 168 culture diverse ha rilevato che il bacio romantico-sessuale è presente solo nel 46 per cento dei casi. In Giappone, ad esempio, il bacio sulle labbra in pubblico è ancora oggi considerato inappropriato. Nel mondo anglosassone e in molti paesi del Sud Europa e dell’America Latina è invece un gesto del tutto comune e sociale. Le labbra parlano lingue diverse.
I baci che sono entrati nella storia
Non si può parlare di baci senza passare per quelli che sono diventati icone culturali. Il Bacio di Francesco Hayez, dipinto nel 1859 e conservato alla Pinacoteca di Brera a Milano, è uno dei quadri più riprodotti della storia dell’arte italiana: due giovani si scambiano un bacio appassionato in abiti medievali, ma il messaggio era attualissimo nel contesto del Risorgimento, un’allegoria dell’amore tra i popoli italiani che cercavano l’unità. Il Bacio di Gustav Klimt, del 1907-1908, è avvolto di oro e simbolismo: due figure fuse insieme in un abbraccio che sembra il confine tra il mondo reale e il divino.
La fotografia di Alfred Eisenstaedt del 14 agosto 1945, con il marinaio americano che bacia l’infermiera a Times Square mentre New York festeggia la fine della Seconda Guerra Mondiale, è probabilmente l’immagine che meglio condensa la fisicità della gioia e del sollievo collettivo in un singolo gesto. Il bacio tra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nella Fontana di Trevi, nel film La Dolce Vita di Fellini del 1960, è uno dei momenti più romantici e ironici del cinema italiano. Il bacio capovolto di Spider-Man, con Peter Parker appeso a testa in giù sotto la pioggia, è diventato un’icona della cultura pop.
E poi ci sono i baci letterari: quello di Paolo e Francesca nell’Inferno di Dante, che sancisce la colpa e la condanna eterna, e che è forse il bacio più tragico della letteratura mondiale. Quello di Romeo e Giulietta, breve e fatale come tutta la loro storia. Quello tra Ortensia e Fitzwilliam ne Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, che è più nostalgia che amore. I baci non fanno tutti la stessa cosa. Dipende da chi li dà, da chi li riceve, e da cosa c’è prima e dopo.
Celebrare il bacio: un gesto universale in un mondo complesso
Dedicare una giornata al bacio, o due, è qualcosa che può sembrare frivolo. Ma c’è una logica profonda in questi appuntamenti del calendario: ci ricordano che nel mezzo di tutto quello che riempie le giornate, esiste ancora un gesto gratuito, immediato, fisico, che non costa nulla e che comunica tutto. L’affetto, la fiducia, l’amore, la cura, il saluto, il commiato, la consolazione. Il bacio è il linguaggio non verbale più ricco che abbiamo.
Che si scelga il 13 aprile o il 6 luglio, che si preferisca la versione con il record Guinness o quella con la tradizione anglosassone, il significato è lo stesso: fermarsi un momento, guardare la persona che si ha vicino, e baciare. Senza cercare record. Senza cronometro. Senza regole. Con le labbra che si toccano il tempo che vogliono, e il mondo intorno che può aspettare, specie questo mondo di oggi.
| ✦ LE DUE DATE A CONFRONTO 13 APRILE — International Kissing Day Nasce come omaggio al record Guinness del bacio più lungo della storia, stabilito dalla coppia thailandese Ekkachai e Laksana Tiranarat con 46 ore, 24 minuti e 9 secondi. Collegato anche al primo bacio filmato della storia del cinema, il cortometraggio The Kiss di William Heise del 13 aprile 1896. È la data prevalente nelle celebrazioni internazionali, soprattutto in Europa e in molti paesi del mondo. 6 LUGLIO — National Kissing Day / World Kiss Day Data di origine britannica, adottata nel Regno Unito dal 1990 come National Kissing Day senza un episodio fondante specifico. Si è diffusa come World Kiss Day in molti paesi anglosassoni e non. Ogni anno dà vita a flash mob, campagne social e iniziative nelle piazze di tutto il mondo. Negli Stati Uniti il National Kissing Day è invece il 22 giugno. Altre date nel mondo: 22 giugno — Stati Uniti (National Kissing Day) 13 febbraio — India (vigilia di San Valentino) |
Pubblicato su giuseppecianci.com · 13 aprile 2026
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