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Augusta, la città fondata sull’antica Megara Hyblaea da Federico II

  • Sicilia
Augusta, la città imperiale di Sicilia

Ci sono città che sembrano aspettarti in silenzio, con quella discrezione tipica di chi sa bene chi è e non sente il bisogno di dimostrarlo. Augusta è una di queste. La trovi lungo la costa orientale della Sicilia, a metà strada tra Siracusa e Catania, affacciata sullo Ionio con il suo profilo di isola costruita dagli uomini, un centro storico separato dalla terraferma dal taglio artificiale di un istmo avvenuto nel XVI secolo e unito ad essa da due ponti. Arrivandoci per la prima volta, magari scendendo dalla statale con il mare a destra e le torri di raffineria a sinistra, si capisce subito che questa città ha vissuto molto, e non tutto è stato facile.

Eppure Augusta ha una sua bellezza sobria e autentica, quella che non urla e non si vende ai manifesti turistici. Una bellezza da conquistare passeggiando tra le strade strette del centro storico, fermandosi davanti alla Porta Spagnola, guardando il porto grande che si apre verso il mare aperto. Una città di acqua, di storia, di gente di mare.

La Porta Spagnola ad Augusta

Federico II e l’isola delle palme

La storia di Augusta comincia nel 1232, quando Federico II di Svevia decise di fondare una città nuova nei pressi dell’antica polis greca di Megara Hyblaea, già fiorente nel VII secolo avanti Cristo e poi distrutta dai Romani nel 202 avanti Cristo. L’imperatore svevo, sempre attento alla posizione strategica dei suoi insediamenti, scelse questo golfo naturale per le sue qualità nautiche eccezionali e vi fece costruire un castello, una cinta muraria e un borgo che ripopolò con gli abitanti di Centuripe e Montalbano, deportati per volontà regia.

Le chiamò “Augusta Veneranda” e le concesse l’aquila imperiale nel proprio stemma, simbolo che la città porta ancora oggi. Non è un caso che lo stemma raffiguri un’aquila con le monete d’oro strette tra gli artigli, a ricordare il legame antico con il mare e con il commercio. Il castello che Federico fece erigere, progettato dall’architetto Riccardo da Lentini, divenne subito il cuore del potere sul territorio, una fortezza imponente a pianta quadrata con otto torri, le cui mura spesse quasi tre metri racchiudono spazi dove ancora si percepisce l’eco di secoli di storia.

Nel corso dei secoli Augusta passò dagli Angioini agli Aragonesi, dai Moncada al demanio regio, dagli Spagnoli ai Borbone, da città feudale a piazzaforte militare. In ciascuna di queste stagioni ha lasciato qualcosa di sé nelle pietre, e qualcosa di ogni stagione è rimasto nelle pietre di Augusta.

Il centro storico: un’isola dentro la città

Entrare nel centro storico di Augusta è un piccolo rito. Lo si fa attraversando uno dei due ponti che collegano l’isola alla terraferma, passando sotto o accanto alla Porta Spagnola, costruita nel 1681 durante la dominazione spagnola per rafforzare il sistema difensivo della città. Sulla sommità della porta, due grifoni in marmo a tutto tondo sorreggono la cornice: sono il segno della maestria degli scalpellini di quell’epoca, e uno dei pochi dettagli ornamentali in una città che ha sempre preferito la solidità alla decorazione.

Percorrendo via Garibaldi, l’asse principale che attraversa l’isola da nord a sud, si raggiunge la Piazza Duomo, dominata dalla Chiesa Madre di Santa Maria Assunta. Costruita a partire dal 1644 e ricostruita dopo il terremoto del 1693, la chiesa fu completata soltanto nel 1769, come spesso accade in Sicilia dove i cantieri sembrano seguire il ritmo lento delle stagioni. Poco distante si trova la chiesa di San Domenico, dedicata al patrono della città, il cui culto affonda le radici nei primi anni del borgo medievale quando i domenicani furono il primo ordine religioso ad insediarsi ad Augusta.

Il Castello Svevo, nella parte settentrionale dell’isola, è il monumento simbolo. Anche se oggi non è regolarmente aperto al pubblico, la sua mole è visibile da lontano e racconta da sola una storia millenaria. Per quasi un secolo, dal 1890 al 1978, la fortezza di Federico fu trasformata in carcere, una destinazione che ha lasciato segni profondi nella struttura. Oggi il castello attende un restauro che possa restituirlo alla città.

Il porto: uno dei più grandi del Mediterraneo

Augusta ha due porti: il Porto Xifonio a nord e il Porto Megarese a sud, quest’ultimo una rada naturale di dimensioni eccezionali, tra le più grandi del Mediterraneo. Lo specchio d’acqua è protetto da circa sei chilometri e mezzo di dighe foranee, i fondali raggiungono in alcuni punti i ventidue metri di profondità, e il porto è inserito nella rete TEN-T come scalo strategico dell’Unione Europea sulle rotte tra Suez e Gibilterra.

Dal secondo dopoguerra in poi, con l’arrivo della prima raffineria nel 1949 e la successiva industrializzazione della costa megarese, il porto di Augusta è diventato uno dei principali scali petroliferi d’Europa. Una trasformazione che ha dato lavoro e benessere, ma che ha anche cambiato profondamente il paesaggio, lasciando quella fascia di torri e ciminiere che si vede chiaramente dall’autostrada. È una delle contraddizioni di questo angolo di Sicilia: acque limpide e industria pesante, bellezza antica e modernità industriale convivono a pochi chilometri di distanza.

Prima di tutto questo, Augusta era terra di pescatori e di sale. La pesca è stata per secoli la principale ricchezza della città, con una marineria tra le più importanti dell’isola. E le saline, cedute alla città da Filippo II di Spagna nel XVI secolo, erano una fonte di reddito fondamentale per tutta la Sicilia orientale.

Brucoli: il borgo marinaro che incanta

A circa cinque chilometri dal centro di Augusta, lungo la costa verso nord, si trova Brucoli, una delle più belle sorprese della Sicilia orientale. Il borgo marinaro, frazione del comune di Augusta, è cresciuto attorno a un porto-canale naturale formato dall’estuario del torrente Porcaria, un piccolo fiordo dove le barche da pesca dondolano accanto alle case bianche specchiandosi nell’acqua ferma del canale.

Il Castello di Brucoli, che sorveglia l’imboccatura del porto dal XV secolo, fu voluto da re Giovanni II di Aragona come dono alla regina Giovanna, che affidò la costruzione a Giovanni Cabastida nel 1468. La torre quadrata alta una ventina di metri, con il faro costruito nel 1911 poco accanto, è oggi uno dei panorami più fotogenici di tutta la costa siracusana. Sulle pareti del canale sono ancora visibili le grotte scavate nell’età neolitica, a ricordare che questa terra è abitata da molto prima di qualunque nome che le abbiamo dato.

Brucoli è anche il cuore della vita estiva della zona, con ristoranti di pesce, locali sul lungomare e una spiaggia che unisce la sabbia alle scogliere. L’acqua è cristallina, come spesso accade lungo la costa ionica, e il fondale è basso e pulito. Vale da sola il viaggio fino ad Augusta.

La Salina antica e le rovine di Megara Hyblaea

Non lontano dal centro abitato si trovano le Saline di Augusta, chiuse attorno alla metà del Novecento e oggi diventate un’oasi naturalistica. Le vasche, ancora piene di acqua salmastra, sono frequentate da numerose specie di uccelli che nidificano e sostano lungo le rive. Per chi ama il birdwatching, le saline di Augusta sono una delle mete meno conosciute ma più interessanti della Sicilia orientale, uno spazio dove la storia industriale e la natura si sono rimescolate in qualcosa di inaspettatamente bello.

A pochi chilometri dal centro si trovano invece le rovine di Megara Hyblaea, la colonia greca fondata nel 728 avanti Cristo da esuli provenienti dalla città di Megara e definitivamente distrutta dai Romani nel 202 avanti Cristo. Il sito archeologico, oggi parco visitabile, conserva i resti dell’agorà, dei bagni ellenistici, di un heroon e delle mura di cinta, oltre alle tracce di un tempio ellenistico. È uno dei siti greci meno visitati e più suggestivi della Sicilia, spesso trascurato dai circuiti turistici ma capace di restituire un silenzio e un’atmosfera che pochi altri luoghi riescono a dare.

Immagine di un gelataio ad Augusta nei primi del '900
Immagine di un gelataio ad Augusta nei primi del ‘900

Una città che racconta, una gente che resiste

Augusta è stata scelta come “Paese della Poesia”, una delle iniziative culturali che negli ultimi anni hanno cercato di valorizzare il centro storico usando le parole come arredo urbano. Poesie incise, dipinte o affisse lungo le strade dell’isola, a ricordare che questa città ha sempre avuto qualcosa da dire, anche quando nessuno la ascoltava. È un segnale bello, un modo per ridare senso a spazi che l’industria e il tempo avevano un po’ lasciato a se stessi.

Il carattere degli augustani è quello tipico della gente di mare: diretto, orgoglioso, accogliente con chi arriva con rispetto. La cucina parla la stessa lingua del mare, con il pesce protagonista assoluto: sarde al forno, seppie in umido, pasta con i ricci, acciughe sotto sale. E poi i dolci delle feste, quella pasticceria che in ogni città siciliana racconta la storia degli scambi e delle dominazioni, araba, normanna, spagnola, tutto mescolato in un sapore che sa di Sicilia.

Augusta non è Siracusa, non ha la grandiosità di quella città né il fascino barocco di Noto. Ma ha qualcosa che poche città hanno ancora: un’identità precisa, che si è formata lentamente tra guerre, terremoti, industrializzazione e rinascite. Andateci con calma, senza fretta. Parcheggiate vicino al porto e camminate. Il resto viene da sé.

COME ARRIVARE E COSA SAPERE

📍 Augusta si trova in provincia di Siracusa, sulla costa orientale della Sicilia, a circa 45 km da Catania e 40 km da Siracusa.

✈️ In aereo: l’aeroporto più vicino è Catania-Fontanarossa (CTA), a circa 40 km. Da lì si raggiunge Augusta in auto in circa 40 minuti.

🚗 In auto: dall’autostrada A18 Siracusa-Catania, prendere lo svincolo per Augusta. Da Siracusa si percorre la SS114 in circa mezz’ora.

🚆 In treno: la stazione di Augusta si trova lungo la linea Catania-Siracusa. Collegamento regolare con entrambe le città.

🚌 In autobus: le Autolinee Scionti collegano Augusta a Catania; l’AST garantisce collegamenti con Siracusa.

🗓️ Quando andare: tutta la primavera e l’autunno sono ideali per girare il centro storico senza caldo eccessivo. L’estate è il momento migliore per Brucoli e il mare.

ℹ️ Brucoli si raggiunge da Augusta percorrendo la SS114 verso nord per circa 5 km. Il castello di Brucoli non è sempre aperto: verificare le aperture straordinarie.

Scritto da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi

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