Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e le proteste dei cronistiOlimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e le proteste dei cronisti

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, che dovevano rappresentare il fiore all’occhiello del servizio pubblico, si sono trasformate in un terreno di scontro senza precedenti tra la redazione di Rai Sport e la direzione della testata. Al centro della polemica c’è il direttore Paolo Petrecca, bersaglio di una durissima contestazione che ha portato allo sciopero delle firme e a una spaccatura profonda nell’azienda.

Cosa ha scatenato la protesta: il caso della cerimonia d’apertura

La miccia che ha fatto esplodere il malcontento è stata la gestione della cerimonia di apertura. Il direttore Petrecca ha scelto di condurre personalmente il commento dell’evento, una decisione che ha sollevato critiche immediate. Secondo i giornalisti della redazione e gran parte del pubblico sui social, la telecronaca è stata costellata di errori tecnici, gaffe sui nomi degli atleti e un tono giudicato inadeguato per un evento di portata globale.

La redazione di Rai Sport ha interpretato questa scelta come una mancanza di rispetto verso i cronisti specializzati che da anni seguono le discipline invernali, accusando il direttore di aver anteposto il protagonismo personale alla qualità del prodotto giornalistico.

Le ragioni dei giornalisti e lo sciopero delle firme

Il sindacato dei giornalisti Rai, l’Usigrai, ha risposto con una misura drastica: il ritiro delle firme da tutti i servizi olimpici e uno sciopero proclamato per la giornata di oggi, venerdì 13 febbraio 2026. Le motivazioni principali esposte nel comunicato sindacale sono:

  • Danno d’immagine: La gestione della testata avrebbe causato una “figuraccia mondiale”, ledendo la credibilità storica della Rai nello sport.
  • Mancanza di competenza: Viene contestata al direttore l’assenza di un background tecnico specifico per guidare un evento complesso come un’Olimpiade.
  • Clima aziendale: La redazione denuncia una gestione autoritaria e basata sulla lottizzazione politica piuttosto che sul merito professionale.

La solidarietà dei colleghi e la reazione dell’azienda

La protesta non è rimasta isolata all’interno di Rai Sport. I giornalisti del Tg1, Tg2 e Tg3 hanno espresso piena solidarietà ai colleghi sportivi, leggendo il comunicato di protesta durante le edizioni principali dei telegiornali. Questo fronte comune sottolinea come la questione non sia solo legata allo sport, ma riguardi l’indipendenza e la professionalità di tutto il corpo giornalistico della Rai.

Nonostante i tentativi iniziali dell’azienda di minimizzare l’accaduto o limitare la diffusione dei comunicati, la protesta ha ottenuto una risonanza mediatica tale da oscurare, in parte, il racconto sportivo dei Giochi. Il clima a Milano e Cortina resta tesissimo, con i giornalisti pronti a proseguire la mobilitazione se non arriveranno segnali chiari dai vertici di Viale Mazzini.

Di Giuseppe Cianci

Sono speciale perché sono sempre io, con i miei pregi e i miei difetti, ma non ho la pretesa di piacere a tutti. Odio il copia & incolla e mi piace firmare ciò che mi appartiene intellettualmente