Cerami, Borgo di Sicilia nel Parco dei NebrodiCerami, Borgo di Sicilia nel Parco dei Nebrodi

L’unico comune della provincia di Enna nel cuore dei Nebrodi. Tremila anni di storia compressa in poche strade di pietra, tra menhir preistorici, battaglie normanne, chiese barocche e il peperone più piccante di Sicilia.

La piccola gemma tra i monti

C’è una definizione di Cerami che uno studioso locale ha lasciato scritta e che non riesco a togliermi dalla testa: Piccola gemma posta tra i monti, dolcemente adagiata sul concavo dorsale di una montagna. È una di quelle descrizioni che sembrano esagerate finché non arrivi sul posto. Poi le guardi, guardi il paese, e capisci che non è esagerazione. È semplicemente la verità.

Cerami sorge a quasi mille metri sul livello del mare, sul versante meridionale dei Nebrodi, in quella zona di confine tra il territorio di Enna e i monti messinesi dove il bosco è ancora fitto e il silenzio è una cosa fisica che si sente sulla pelle. È l’unico comune della provincia di Enna interamente compreso nel Parco dei Nebrodi, e questa sua posizione di confine gli ha dato nel corso dei secoli una storia stratificata, complessa, affascinante come poche.

I menhir e le stelle: il calendario di pietra

La storia di Cerami comincia molto prima dei Greci, molto prima dei Romani, molto prima dei Normanni. Comincia con i menhir. Ai piedi del Monte Mersi, a poca distanza dall’abitato, esiste un complesso megalitico unico in Sicilia. Sono monoliti di pietra piantati nel terreno con una disposizione che non è casuale: gli assi longitudinali dei menhir sono allineati in corrispondenza dei punti in cui sorge e tramonta il sole ai solstizi e agli equinozi. Era un calendario astronomico, un sistema per misurare il tempo, scandire le stagioni, sapere quando seminare e quando raccogliere.

Nel dicembre del 2021 un convegno straordinario ospitato al Museo Salinas di Palermo ha discusso il complesso di Cerami, definendolo uno dei più importanti ritrovamenti del megalitismo siciliano. Quei menhir sono lì, silenziosi, perfettamente allineati con il sole, ad aspettare che qualcuno si prenda il tempo di guardarli.

La battaglia del 1063 e il nipote di Ruggero

Se i menhir appartengono alla preistoria, la storia medievale di Cerami ha una data precisa: il 1063. Quell’anno il condottiero normanno Serlone, nipote del Gran Conte Ruggero d’Altavilla, combatté contro i Saraceni proprio sotto le mura di Cerami e li sconfisse in una battaglia che segnò una delle tappe decisive nella conquista normanna della Sicilia.

La Processione dell’Alloro, chiamata in dialetto a ‘ntrata u lauru, rievoca ogni anno il trionfale ingresso dei Normanni a Cerami dopo la vittoria. I partecipanti sfilano portando grandi bandiere costruite con rami di alloro intrecciati, un rito che mescola il sacro e il militare con quella naturalezza tipica della Sicilia, dove le due cose non si sono mai separate del tutto.

La Battaglia del 1943: gli americani al quartier generale

La storia di Cerami ha un ultimo capitolo militare, molto più vicino a noi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’estate del 1943, Cerami fu scelta come quartier generale della Prima Divisione di Fanteria americana, la famosa Big Red One. Da queste strade di pietra gli ufficiali americani pianificarono le operazioni per liberare il territorio etneo e spingere verso Messina. Il paese cambiò faccia per qualche settimana: soldati americani nelle piazze, jeep nelle vie strette, una lingua straniera in un borgo che non aveva mai visto niente di simile.

Le chiese, il Gagini e Fra’ Umile da Petralia

Cerami ha avuto ventiquattro chiese. Ventiquattro, in un paese che oggi conta meno di duemila abitanti. La Chiesa Madre dedicata a Sant’Ambrogio custodisce una Madonna col Bambino attribuita ad Antonello Gagini, iniziata da lui e completata da un suo allievo. La Chiesa della Madonna del Carmelo custodisce invece un Crocifisso ligneo di Fra’ Umile da Petralia, datato 1639. Fra’ Umile era un frate francescano siciliano che nel Seicento realizzò una serie di crocifissi in legno considerati tra i capolavori dell’arte sacra siciliana.

Il pepe di Cerami e il dolce dell’argilla

Cerami ha due prodotti tipici che meritano un capitolo tutto loro. Il primo è il pipi ciramisi, il peperone di Cerami: una varietà di peperoncino piccante coltivata nelle campagne locali, con un profilo aromatico intenso e una piccantezza decisa. Arrostito sulla brace e condito con olio e sale è già un piatto completo.

Il secondo è il cavatieddu atturratu, un dolce antico la cui ricetta si tramanda oralmente da generazioni. È un biscotto rustico, cotto nel forno a legna, ricoperto di atturru, un trito di mandorle, zucchero e cannella che si attacca all’impasto durante la cottura e forma una copertura profumata e croccante. È il dolce di Cerami, quello che riconosci subito quando lo assaggi per la prima volta, quello che cerchi di ritrovare negli anni successivi.

La Riserva Sambughetti-Campanito e il bosco senza fine

La Riserva Naturale Orientata Sambughetti-Campanito, che si estende tra Cerami e Nicosia, è uno dei biotopi più integri dei Nebrodi: faggete, querce, sorgenti, sentieri che si perdono nel bosco, una biodiversità che gli studiosi continuano a censire. Intorno al paese, nelle contrade chiamate Zuccaleo, il nome viene dall’arabo suk-zucco, tronco d’albero, la macchia e le querce centenarie nascondono cisterne e frantoi scavati nella roccia in epoca araba.

✦ COME ARRIVARE E COSA SAPERE

📍 Dove si trova
Cerami, libero consorzio comunale di Enna. Versante meridionale dei Nebrodi, circa 970 m s.l.m. Unico comune ennese nel Parco dei Nebrodi. Circa 30 km da Cesarò, 50 km da Enna.

🚗 In auto
Da Enna: SS121 direzione Leonforte e poi Nicosia, da lì SP verso Cerami. Da Cesarò: SP attraverso i Nebrodi. Strade di montagna, strette e tortuose. In inverno con neve sono necessari pneumatici adeguati o catene.

🏛️ Cosa visitare
Complesso dei Menhir di Monte Mersi, Castello Normanno, Chiesa Madre di Sant’Ambrogio con la Madonna di Gagini, Chiesa della Madonna del Carmelo con il Crocifisso di Fra’ Umile, Santuario della Madonna della Lavina, Ponte Vecchio normanno, mulini ad acqua in contrada Zuccaleo.

📅 Quando andare
Settembre per la Sagra dei Pipi e del Cavatieddu Atturratu. 7-8 settembre per la Festa della Madonna della Lavina. Ultima domenica di luglio per la Cavalcata Storica. Autunno per i colori del bosco.

🌲 Nei dintorni
Riserva Naturale Sambughetti-Campanito, Lago di Ancipa, Cesarò, Capizzi, Nicosia, San Teodoro.

🛒 Prodotti tipici
Pipi ciramisi, cavatieddu atturratu, salsiccia di maiale nero dei Nebrodi, salumi, pecorino, ricotta, funghi porcini, miele di montagna, nocciole.

Pubblicato da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano · Tour Leader · Fotografo di viaggi