
Diario di guerra: aggiornamenti:
Questo diario raccoglie gli aggiornamenti fattuali sul conflitto in Iran e nel resto del Medio Oriente iniziato a fine febbraio 2026. L’obiettivo è fornire una cronologia neutrale degli eventi militari e civili, senza schieramenti politici, nella speranza, comunque, di una rapida risoluzione pacifica.
9 aprile 2026
La riapertura dello stretto di Hormuz
- Le operazioni di sminamento nel golfo Persico sono riprese a pieno ritmo. Questa volta le navi della coalizione occidentale stanno operando senza subire le incursioni dei barchini veloci dei Pasdaran, ritiratisi verso le coste iraniane in ottemperanza all’accordo.
- Le prime enormi petroliere commerciali, scortate a distanza per precauzione dalle fregate della missione europea e statunitense, hanno ripreso a transitare lentamente attraverso il canale navale sicuro, segnando la prima vera distensione per l’approvvigionamento globale.
Il crollo del petrolio e il respiro dell’Europa
- L’allentamento improvviso della tensione ha provocato un ritracciamento immediato dei prezzi dell’energia sui mercati asiatici ed europei. I futures sul greggio Brent, che avevano sfondato la drammatica quota dei 120 dollari, sono scesi rapidamente, oscillando ora intorno ai 105 dollari al barile.
- A Bruxelles, la Commissione europea ha temporaneamente sospeso l’attivazione della direttiva di emergenza che imponeva il razionamento energetico obbligatorio per le industrie pesanti, mettendola in stand-by in attesa dell’esito dei negoziati.
I preparativi per il vertice di Islamabad
- La capitale del Pakistan è attualmente blindata da imponenti misure di sicurezza per accogliere le varie delegazioni. Domani prenderanno il via i colloqui ufficiali faccia a faccia mediati dal governo pakistano.
- Le agenzie confermano l’arrivo dei rappresentanti diplomatici di Teheran e degli inviati di Washington. Sul tavolo di discussione c’è il controverso piano in 10 punti, che mirerebbe a stabilizzare il Medio Oriente in cambio del progressivo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero, inclusi quelli bloccati ieri da Pechino.
L’eccezione sanguinosa del Libano
- Se sul fronte iraniano le armi tacciono e i cieli sono sgombri, la guerra prosegue con inalterata violenza in Libano. Come ribadito ieri dal governo israeliano, la tregua non si applica al fronte nord.
- L’esercito israeliano ha condotto nuovi e pesanti raid aerei sui sobborghi meridionali di Beirut e ha intensificato i combattimenti terrestri contro i miliziani di Hezbollah oltre il fiume Litani. Il ministero degli esteri iraniano ha condannato queste operazioni definendole un massacro continuo, ma finora Teheran ha mantenuto la disciplina del fuoco, evitando ritorsioni dirette per non far saltare l’accordo faticosamente raggiunto con gli Stati Uniti.
8 aprile 2026
Il patto notturno: tregua di due settimane
- L’accordo Usa-Iran: Nella notte è stata raggiunta un’intesa a sorpresa per un cessate il fuoco bilaterale della durata di due settimane. Il presidente statunitense Donald Trump ha confermato lo stop alle ostilità in cambio della riapertura immediata dello stretto di Hormuz da parte di Teheran (confermata anche dal New York Times).
- La mediazione decisiva del Pakistan: Entrambe le parti hanno accettato la proposta di mediazione di Islamabad, dove questo venerdì prenderanno il via i negoziati ufficiali.
- Il piano in 10 punti: La base dei colloqui sarà una controproposta in 10 punti presentata dall’Iran. Trump ha dichiarato che le parti convergono già su gran parte del documento e che i quattordici giorni di tregua serviranno per finalizzare un accordo definitivo per la stabilità in Medio Oriente.
La posizione di Israele e il nodo di Hormuz
- Israele ferma i raid sull’Iran: Il governo israeliano ha accettato i termini della proposta pakistana, impegnandosi a sospendere gli attacchi diretti contro il suolo iraniano. Tuttavia, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiarito esplicitamente che la tregua non si estende al Libano, dove le operazioni militari dell’Idf continueranno.
- Gestione del traffico marittimo: Per disinnescare la crisi dei mercati e sbloccare le rotte energetiche, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti assisteranno attivamente la gestione del traffico per garantire la sicurezza del transito commerciale nello stretto di Hormuz.
La temuta “escalation totale” dopo l’incidente navale è stata quindi bloccata in extremis da questo accordo lampo, dando respiro alla regione e ai mercati internazionali.
Martedì 7 aprile: lo scontro navale e il rischio di guerra totale
- Attacco ai cacciamine (Afp / Reuters): Nelle prime ore di questa mattina, la situazione è precipitata catastroficamente. Durante le operazioni di sminamento nello stretto di Hormuz, una flottiglia di droni di superficie (Usv) carichi di esplosivo, guidata dai Pasdaran iraniani, ha tentato di forzare lo schermo difensivo europeo e americano.
- Nave statunitense colpita (Ap): L’Associated press ha battuto la notizia flash che uno dei droni navali kamikaze è riuscito a colpire la fiancata di un cacciamine della Us Navy. Il Comando centrale statunitense (Centcom) ha confermato l’incidente, dichiarando danni strutturali significativi all’imbarcazione e riportando un bilancio provvisorio di tre marinai dispersi in mare e numerosi feriti gravi. Le forze della coalizione hanno risposto aprendo il fuoco e affondando quattro barchini d’assalto iraniani.
- Trump convoca il vertice d’emergenza (Bloomberg): La notizia del ferimento di militari americani in un attacco diretto iraniano ha spinto il presidente Donald Trump a convocare d’urgenza il Consiglio di sicurezza nazionale alla Casa bianca. Fonti vicine al Pentagono, citate da Bloomberg, affermano che i piani per una campagna di bombardamenti a tappeto contro i centri di comando governativi direttamente a Teheran sono già sul tavolo, portando ufficialmente la crisi a un passo da un conflitto regionale totale e senza più linee rosse.
Lunedì 6 aprile: l’ultimatum di Pechino e le crepe interne in Iran
- L’intervento della Cina (Reuters): Con un colpo di scena diplomatico, Pechino è uscita dall’ambiguità. Il ministero degli esteri cinese ha diramato un duro comunicato esigendo un “cessate il fuoco marittimo immediato”. L’economia cinese, fortemente dipendente dal greggio del Golfo, rischia la paralisi a causa del blocco. Fonti diplomatiche confermano che la Cina ha minacciato, tramite i propri inviati, di interrompere il supporto economico e commerciale vitale a Teheran se lo stretto di Hormuz non verrà sminato, mettendo l’establishment iraniano sotto una pressione insostenibile.
- Filtra il dissenso interno (Ap): Nonostante il blackout di internet, attivisti per i diritti umani sono riusciti a far filtrare all’estero brevi filmati tramite connessioni satellitari clandestine (Starlink). Le immagini, validate e rilanciate dall’Associated press, mostrano scontri notturni tra le forze di sicurezza Basij e gruppi di cittadini nei sobborghi sud di Teheran e a Shiraz. Le proteste, nate dalla disperazione per la mancanza di cibo, il razionamento del carburante e l’inflazione, rappresentano la prima vera spaccatura del fronte interno iraniano dall’inizio della guerra.
Sabato 4 e domenica 5 aprile: il fronte del Mar rosso e il razionamento europeo
- Raid massicci in Yemen (Reuters / Ap): In risposta all’intensificarsi del blocco nel Mar rosso e agli attacchi contro le navi cargo asiatiche, una coalizione guidata da Stati Uniti e Regno unito ha lanciato l’operazione “Guardian strike”. Sabato notte, oltre 60 obiettivi militari Houthi (sistemi radar, rampe di lancio mobili e depositi di munizioni sotterranei) sono stati distrutti da missili Tomahawk e caccia decollati dalle portaerei.
- L’Europa vara il razionamento (Bloomberg): Il vertice straordinario di Bruxelles si è concluso con una decisione storica per l’economia continentale. A causa della perdurante chiusura dello stretto di Hormuz e del rischio di iperinflazione, l’Unione europea ha approvato la “Direttiva di emergenza energetica”. A partire da lunedì, le industrie pesanti ed energivore (acciaierie, cartiere, ceramiche) di nazioni chiave come Germania, Italia e Francia hanno dovuto ridurre i consumi elettrici e di gas del 30%. I mercati azionari hanno assorbito la notizia bruciando miliardi di euro in capitalizzazione.
- Crisi umanitaria in Libano (Afp): L’avanzata delle truppe corazzate israeliane nel sud del Libano ha innescato un esodo biblico. Le agenzie dell’Onu stimano che oltre 1,5 milioni di sfollati si siano ammassati nei sobborghi di Beirut e lungo il confine siriano. I violenti combattimenti urbani a Tiro e Sidone hanno causato centinaia di vittime, con le infrastrutture ospedaliere dichiarate al collasso totale per mancanza di energia e farmaci.
2 e 3 aprile 2026
L’inizio dello sminamento e l’apertura del fronte siriano
- Operazioni ad alto rischio nel Golfo: Secondo quanto battuto da Reuters, la task force navale a guida statunitense ed europea ha dato il via alle complesse operazioni di sminamento nello stretto di Hormuz, in risposta all’incidente che ha coinvolto la petroliera commerciale all’inizio della settimana. Le navi cacciamine operano sotto la copertura costante di elicotteri e droni armati, a causa dei continui tentativi di disturbo da parte delle motovedette veloci dei Pasdaran.
- Raid preventivi in Siria: L’agenzia Afp riporta un allargamento geografico dei bombardamenti israeliani. Per interrompere il flusso di armamenti diretto alle milizie di Hezbollah in Libano, caccia dell’aviazione israeliana hanno colpito duramente le piste dell’aeroporto internazionale di Damasco e una serie di depositi logistici nascosti lungo il confine siriano-libanese, provocando esplosioni secondarie prolungate.
- La stretta di Teheran sul dissenso: L’Associated press, citando fonti di organizzazioni per i diritti umani, segnala che le autorità iraniane hanno sfruttato il perdurante blackout di internet per effettuare ondate di arresti preventivi nelle principali università del Paese. L’obiettivo è prevenire l’esplosione di rivolte interne legate al razionamento dei beni di prima necessità e all’inflazione fuori controllo.
La crisi europea e l’offensiva nel mar Rosso
- Vertice d’emergenza a Bruxelles: Bloomberg descrive un clima di massima urgenza nella capitale belga, dove i leader dell’Unione europea si sono riuniti oggi in un vertice straordinario. Poiché il recente rilascio delle riserve strategiche globali non è bastato a fermare la speculazione sui prezzi del greggio, la Commissione europea sta valutando l’introduzione di piani obbligatori di razionamento energetico per le industrie pesanti in tutti gli Stati membri, con potenziali ripercussioni sulla produzione e sull’occupazione.
- Il blocco si allarga al mar Rosso: I ribelli Houthi dello Yemen, in coordinamento con Teheran, hanno annunciato un’intensificazione delle loro operazioni marittime. Ap riferisce che molteplici droni kamikaze e missili antinave sono stati lanciati contro convogli in transito nel mar Rosso meridionale, costringendo due delle principali compagnie di navigazione asiatiche ad annunciare la sospensione immediata di tutte le rotte dirette verso il canale di Suez.
- Il bilancio umanitario in Libano: Le agenzie internazionali rilanciano i dati drammatici diramati dal ministero della salute di Beirut. Le vittime dall’inizio dell’offensiva terrestre e aerea nel sud del Paese continuano a salire vertiginosamente, mentre le agenzie delle Nazioni Unite denunciano che decine di cliniche e ospedali sono ormai inoperativi a causa dei danni strutturali e della totale mancanza di carburante per i generatori elettrici.
1 aprile 2026
La guerra informatica e l’allarme idrico (Ap / Reuters)
- Attacco alle infrastrutture civili: L’Associated press riporta che, in rappresaglia ai bombardamenti sul sito sotterraneo di Fordow, unità di hacker di stato legate ai Pasdaran hanno lanciato un attacco cyber su vasta scala. I bersagli principali sono stati i sistemi di controllo industriale (Scada) dei vitali impianti di desalinizzazione dell’acqua nel sud di Israele e negli Emirati Arabi Uniti.
- Interruzioni parziali: Sebbene le difese di cybersicurezza e i protocolli di emergenza siano scattati tempestivamente, Reuters conferma che alcune reti idriche periferiche nel deserto del Negev hanno subito malfunzionamenti temporanei. L’azione dimostra la capacità di Teheran di mantenere la promessa di colpire le risorse vitali dei Paesi ostili senza impiegare truppe sul campo.
La mossa d’emergenza sui mercati energetici (Bloomberg)
- Rilascio delle riserve strategiche: Di fronte all’incubo logistico scatenato dall’esplosione della mina navale nello stretto di Hormuz di lunedì, i mercati hanno continuato a bruciare capitali. Bloomberg batte la notizia di un intervento estremo coordinato: l’amministrazione statunitense, di concerto con l’Unione europea e l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), ha autorizzato il rilascio immediato di 120 milioni di barili dalle riserve strategiche di petrolio per tentare di raffreddare la speculazione.
- Ipotesi razionamenti: Nonostante questa massiccia iniezione di greggio, gli analisti finanziari avvertono che si tratta di un cerotto a tempo. Se le operazioni di sminamento dello stretto non garantiranno un passaggio sicuro entro dieci giorni, i governi europei saranno costretti a varare severi piani di razionamento energetico per le industrie energivore.
Scontri navali e tensioni nello stretto (Afp)
- Tentativo di abbordaggio: L’Agence France-Presse segnala un nuovo, pericoloso scontro ravvicinato nel golfo Persico. Uno sciame di barchini veloci d’assalto iraniani ha tentato di isolare e abbordare una nave cargo battente bandiera liberiana, rimasta in attesa di istruzioni in prossimità del campo minato scoperto ieri.
- L’intervento della coalizione: L’abbordaggio è stato sventato dall’intervento di un elicottero d’attacco decollato da una fregata europea assegnata alla missione di pattugliamento. L’elicottero ha esploso colpi di avvertimento in mare, costringendo le piccole imbarcazioni dei Pasdaran a interrompere l’azione e ripiegare rapidamente verso le coste iraniane.
Il fronte interno: proteste e mobilitazioni (Reuters)
- Piazze divise a Tel Aviv: La prolungata offensiva in Libano e le minacce balistiche continue stanno spaccando la società israeliana. Reuters documenta manifestazioni oceaniche a Tel Aviv, dove migliaia di cittadini, tra cui familiari dei riservisti richiamati al fronte, chiedono le dimissioni del governo e la fine immediata delle ostilità, scontrandosi verbalmente con frange nazionaliste che invocano la distruzione totale del potenziale bellico nemico.
- Mobilitazione a Teheran: Sul fronte opposto, i media di stato iraniani (rilanciati dalle agenzie estere) trasmettono riprese di imponenti raduni filo-governativi nelle piazze di Teheran e Mashhad. La folla celebra la “resistenza” contro i raid occidentali, sebbene le ong internazionali ricordino che l’Iran è ormai al suo trentunesimo giorno di blackout totale di internet, rendendo impossibile per i media indipendenti verificare eventuali focolai di dissenso interno.
30 e 31 marzo 2026
Raid sui siti sotterranei e mercati in caduta libera
- L’offensiva contro Fordow: Nella notte e nelle prime ore di questa mattina, stormi di caccia statunitensi e israeliani hanno condotto un attacco massiccio e coordinato contro l’impianto di arricchimento dell’uranio di Fordow, una struttura incassata in profondità sotto le montagne vicino alla città santa di Qom. Sono state impiegate munizioni anti-bunker di ultima generazione. Sebbene l’attacco abbia causato danni enormi alle infrastrutture di superficie e crolli parziali, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha rassicurato che al momento non sono state rilevate fughe radioattive.
- Ritorsione iraniana su vasta scala: In risposta al raid contro il sito nucleare, i Pasdaran hanno lanciato uno degli attacchi combinati più imponenti dall’inizio della guerra. Sciami di droni kamikaze e missili balistici ipersonici hanno preso di mira simultaneamente il centro di Israele (sovraccaricando i sistemi Iron Dome e Arrow e costringendo la popolazione di Tel Aviv nei rifugi) e le principali basi militari che ospitano truppe americane in Iraq (base di Al Asad) e in Siria orientale.
- Panico sui mercati finanziari ed energetici: L’incidente navale di ieri e l’intensificarsi dei bombardamenti strategici di oggi hanno scatenato il panico sulle piazze finanziarie. Bloomberg riporta che i futures sul greggio Brent hanno sfiorato e temporaneamente superato la soglia critica dei 145 dollari al barile durante le contrattazioni europee. Il crollo dei listini azionari e l’impennata dei costi energetici hanno spinto la Banca centrale europea ad annunciare una riunione straordinaria dei governatori per valutare contromisure d’emergenza contro il rischio di iperinflazione.
L’incidente nello stretto di Hormuz e lo stallo all’Onu
- Esplosione nel golfo Persico: Le agenzie internazionali hanno confermato che una petroliera commerciale di grande tonnellaggio ha urtato una mina navale all’imbocco dello stretto di Hormuz. L’esplosione ha causato un vasto sversamento di greggio e ha costretto la task force navale europea e statunitense a lanciare una complessa operazione di soccorso. L’episodio ha confermato i peggiori timori delle intelligence occidentali riguardo all’impiego di tattiche di guerra asimmetrica e di minamento da parte della marina iraniana.
- Scontri urbani in Libano: L’avanzata delle forze di terra israeliane oltre la “buffer zone” nel sud del Libano ha incontrato una durissima resistenza. I report militari sul campo documentano aspri combattimenti ravvicinati nei villaggi a ridosso del fiume Litani, con i miliziani di Hezbollah che hanno fatto un uso massiccio di sistemi missilistici anticarro guidati contro i mezzi corazzati dell’Idf, infliggendo perdite e rallentando la progressione terrestre.
- Stallo diplomatico al Palazzo di Vetro: Una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, convocata a New York, si è conclusa con un nulla di fatto. Russia e Cina hanno posto il veto su una bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti che mirava a condannare formalmente l’Iran per il blocco marittimo. Le due potenze asiatiche hanno accusato a loro volta Washington di aver innescato una crisi di proporzioni mondiali attraverso una militarizzazione ingiustificata del Golfo.
28 e 29 marzo 2026
L’espansione dell’invasione in Libano
- Allargamento della “buffer zone”: Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato ufficialmente un’espansione dell’offensiva terrestre nel sud del Libano. In un videomessaggio, ha dichiarato di aver ordinato all’esercito di allargare l’attuale zona di sicurezza per neutralizzare definitivamente la minaccia di invasione di Hezbollah e allontanare il fuoco dei missili anticarro dal confine.
- Le perdite sul campo: L’esercito israeliano ha confermato la morte di cinque soldati nei combattimenti nel sud del Libano dall’inizio delle operazioni terrestri in quell’area, mentre si intensificano i pesanti scontri a fuoco con i miliziani sciiti.
Il dispiegamento Usa e i timori di un’invasione di terra
- L’arrivo dei Marines: Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato l’arrivo in Medio Oriente di migliaia di marinai e marines americani a bordo della nave d’assalto anfibio Uss Tripoli e del suo gruppo di prontezza.
- L’avvertimento di Teheran: Di fronte a questo massiccio accumulo di forze navali e anfibie, le autorità iraniane hanno diramato un severo avvertimento formale agli Stati Uniti contro qualsiasi tentativo di lanciare un’invasione di terra sul suolo iraniano.
L’ingresso degli Houthi e l’escalation nel Golfo
- I missili dallo Yemen: L’agenzia Ap e altre fonti confermano che i ribelli Houthi dello Yemen hanno lanciato la loro prima e seconda ondata di attacchi diretti contro il sud di Israele, impiegando missili balistici, missili da crociera e droni. Il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, ha rivendicato i lanci promettendo che le operazioni militari continueranno nei prossimi giorni.
- Infrastrutture arabe nel mirino: La guerra si sta abbattendo duramente sui Paesi alleati degli Usa. I Pasdaran iraniani hanno rivendicato attacchi contro impianti di alluminio in Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti. Il ministero della difesa del Qatar ha inoltre annunciato di aver intercettato diversi droni iraniani, segnando il primo attacco contro il territorio qatariota dall’inizio della crisi.
Nuovi raid in territorio iraniano
- Strutture missilistiche e navali: L’agenzia Reuters riporta che Israele ha colpito un’infrastruttura chiave per la produzione di missili balistici a Teheran, utilizzata dal ministero della difesa iraniano. È stato inoltre centrato un sito di ricerca per le armi navali iraniane.
- Attacchi vicino a Hormuz e Isfahan: I media di stato iraniani, ripresi dalle agenzie internazionali, riferiscono che raid congiunti Usa-Israele hanno colpito una zona portuale vicino allo strategico stretto di Hormuz, uccidendo cinque persone. Un ulteriore attacco ha interessato le strutture di un’università nella città centrale di Isfahan.
Isolamento e diplomazia
- Blackout di internet: L’Iran è entrato oggi nel suo trentesimo giorno consecutivo di blackout totale di internet, una misura che sta isolando milioni di cittadini dalle comunicazioni globali in piena guerra.
- La rete dei mediatori: Sul fronte diplomatico, si registra un intenso lavorio: il ministro degli esteri del Pakistan (Paese che sta facendo da tramite per i messaggi tra Usa e Iran) sta tenendo incontri d’emergenza con i propri omologhi di Egitto e Turchia per cercare di evitare il collasso totale della regione.
27 marzo 2026
Le conseguenze nel golfo Persico
- I vertici militari di Teheran hanno nominato rapidamente il successore di Alireza Tangsiri alla guida della marina dei Pasdaran, promettendo ritorsioni immediate per la sua uccisione.
- Le agenzie riportano un aumento delle manovre navali iraniane attorno allo stretto di Hormuz, con l’impiego di sottomarini tascabili e droni di sorveglianza per monitorare i movimenti della task force occidentale.
- La Marina militare italiana e le altre fregate europee presenti nell’area hanno innalzato i protocolli di difesa al massimo livello, preparandosi a possibili attacchi asimmetrici e a tentativi di sabotaggio dei convogli commerciali.
Il contraccolpo sui mercati energetici
- La decapitazione dei vertici navali iraniani e il fallimento dei colloqui indiretti promossi dal Pakistan hanno bruciato le recenti speranze di una rapida riapertura commerciale.
- Nelle borse asiatiche ed europee, il prezzo del petrolio Brent ha sfondato la soglia psicologica dei 110 dollari al barile, segnando un nuovo record dall’inizio della crisi.
- Le stime sull’inflazione nell’Eurozona sono state riviste al rialzo, con allarmi lanciati dalle associazioni di categoria riguardo all’imminente aumento dei costi logistici e della spesa alimentare.
Italia – L’illusione ottica del taglio delle accise e la repubblica dei bonus: un insulto a chi non ha nulla Lo spettro della recessione: l’Italia deve tagliare le tasse
L’emergenza interna in Italia
- A Roma, il governo ha convocato un consiglio dei ministri straordinario per affrontare le ricadute economiche dirette della guerra.
- Sul tavolo ci sono proposte per un taglio urgente delle accise sui carburanti e per l’introduzione di sussidi mirati a favore delle aziende energivore, nel tentativo di arginare il collasso produttivo.
- L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha emesso un nuovo bollettino rosso, avvertendo di un picco di tentativi di intrusione ai danni dei server governativi e bancari italiani, probabile ritorsione per la partecipazione dell’Italia alla missione navale.
26 marzo 2026
L’uccisione del capo della marina iraniana e l’escalation militare
- Decapitazione dei vertici navali: Il ministro della difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato che un raid aereo notturno ha eliminato Alireza Tangsiri, comandante della marina dei Pasdaran (Irgc). Tangsiri era la figura strategica considerata direttamente responsabile delle operazioni di blocco dello stretto di Hormuz.
- Razzi su Israele: In risposta, l’Iran ha scatenato la sua ottava ondata giornaliera di missili contro il territorio israeliano. Forti boati ed esplosioni sono stati uditi a Tel Aviv, Gerusalemme e Modiin.
- Attacchi nel Golfo: Il conflitto continua a investire i Paesi vicini. Gli Emirati Arabi Uniti hanno comunicato di aver intercettato, solo nella giornata di oggi, 15 missili balistici e 11 droni lanciati da Teheran verso le proprie infrastrutture.
- Allargamento in Libano: Israele ha dichiarato l’intenzione di espandere ulteriormente l’occupazione terrestre, creando una “zona di sicurezza” (buffer zone) estesa fino a 8 chilometri all’interno del sud del Libano. Nuovi raid aerei hanno provocato almeno 5 vittime libanesi nelle ultime ore.
Il gelo diplomatico e i colloqui indiretti
- Il rifiuto di Teheran: L’Iran ha respinto categoricamente la proposta di pace in 15 punti avanzata dagli Stati Uniti, definendola “unilaterale, ingiusta ed estremamente massimalista”. Le autorità iraniane hanno confermato la ricezione del piano, ma hanno presentato una propria controfferta, ribadendo che il conflitto si chiuderà esclusivamente alle loro condizioni.
- Le pressioni di Washington: Il presidente statunitense Donald Trump ha utilizzato i social media per intimare all’Iran di “fare sul serio” e cedere sui negoziati prima che sia troppo tardi, confermando l’intenzione di mantenere alta la pressione militare.
- Il ruolo di Islamabad: Il ministro degli esteri pakistano, Ishaq Dar, ha confermato per la prima volta e in via ufficiale che il Pakistan sta fungendo da canale principale per la trasmissione di messaggi nei delicati colloqui indiretti in corso tra Stati Uniti e Iran.
Lo stretto di Hormuz e l’emergenza internazionale
- Pedaggi e navigazione: Il parlamento iraniano sta lavorando a una proposta di legge per imporre ufficialmente tasse e pedaggi alle navi mercantili che attraversano lo stretto di Hormuz. In parallelo, il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato alle reti di stato che la rotta “non è completamente chiusa, ma lo è solo per i nemici”.
- Divieto sui visti: Temendo che i cittadini iraniani non possano più essere rimpatriati a causa del precipitare degli eventi bellici, l’Australia ha varato un blocco dei visti d’ingresso della durata di sei mesi per tutti i titolari di passaporto iraniano.
- Denunce sui crimini di guerra: La situazione umanitaria sta collassando. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha denunciato una “crisi sanitaria in tempo reale”, mentre Human Rights Watch ha diffuso oggi un durissimo rapporto in cui accusa apertamente Stati Uniti, Israele, Iran e le milizie alleate di ignorare palesemente le leggi di guerra, citando i massicci attacchi contro ospedali, scuole e infrastrutture civili.
25 marzo 2026
La reazione di Teheran e il rifiuto dei negoziatori Usa
- Smentita dei negoziati: L’Iran ha deriso apertamente le dichiarazioni di Donald Trump sull’accordo in 15 punti. Il ministero degli esteri iraniano ha dichiarato che “gli Stati Uniti stanno negoziando con se stessi”, ribadendo che non ci sarà alcun dialogo prima del raggiungimento degli obiettivi militari e che lo stretto di Hormuz resta chiuso alle navi “ostili”.
- Il veto su Kushner e Witkoff: Fonti diplomatiche riportano che l’Iran ha rifiutato categoricamente di sedersi al tavolo con Jared Kushner e l’inviato speciale Steve Witkoff. Teheran accusa i due di averli “pugnalati alle spalle”, usandoli per prendere tempo durante i negoziati pre-guerra mentre gli Usa pianificavano i bombardamenti.
- L’apertura a JD Vance e al Pakistan: L’Iran avrebbe fatto sapere tramite canali indiretti di preferire come interlocutore il vicepresidente americano JD Vance, ritenuto più scettico sull’intervento militare e più propenso a chiudere il conflitto. Nel frattempo, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si è offerto ufficialmente di ospitare i colloqui di pace a Islamabad.
Movimenti di truppe statunitensi e bilancio delle perdite
- Paracadutisti in arrivo: I media americani e le agenzie confermano che il Pentagono sta per firmare l’ordine di dispiegamento per l’invio in Medio Oriente di circa 2.000-3.000 paracadutisti appartenenti all’82esima divisione aviotrasportata.
- Il bilancio del Centcom: Il Comando centrale degli Stati Uniti ha rilasciato un bollettino ufficiale sulle perdite americane dall’inizio delle ostilità: si contano finora 13 militari uccisi in azione e circa 290 feriti, di cui 10 in condizioni gravi.
L’escalation militare sul campo
- Attacco vicino a Bushehr: L’Organizzazione iraniana per l’energia atomica (citata dall’agenzia statale Irna) ha dichiarato che nella notte Stati Uniti e Israele hanno bombardato l’area circostante la centrale nucleare di Bushehr. Le prime informazioni indicano che non ci sono stati danni strutturali all’impianto né vittime.
- Missili iraniani e calo della frequenza: I Pasdaran hanno lanciato una nuova ondata di missili contro Israele (con detriti caduti a Bnei Brak, vicino Tel Aviv, ferendo sette persone) e contro le basi Usa in Kuwait, Bahrein e Giordania. Tuttavia, il portavoce dell’Idf israeliano ha segnalato che la frequenza dei lanci balistici iraniani è in netto calo, attestandosi a una media di circa dieci al giorno.
- Vittime in Libano e a Gaza: I raid israeliani continuano a colpire duramente il Libano, con attacchi a una clinica militare (7 combattenti uccisi) e nella zona di Adloun. A Gaza, l’agenzia palestinese Wafa segnala la morte di quattro persone in un raid aereo ad az-Zawayda.
Reazioni globali
- L’allarme della Corea del Nord: In un’inaspettata dichiarazione rilanciata dalle agenzie asiatiche, il leader nordcoreano Kim Jong Un ha affermato che “la guerra degli Usa in Iran giustifica l’arsenale nucleare della Corea del Nord”, strumentalizzando il conflitto per blindare il proprio programma atomico.
- L’appello del Papa: Papa Leone XIV è nuovamente intervenuto, chiedendo uno stop immediato alla guerra e invitando le autorità a lavorare seriamente per la pace e il dialogo.
24 marzo 2026
L’annuncio di Trump e la smentita di Teheran
Nella giornata di ieri, 23 marzo, Donald Trump ha annunciato tramite i social media di aver ordinato un rinvio di cinque giorni degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Il Presidente ha motivato la scelta parlando di “colloqui molto buoni e costruttivi” con rappresentanti iraniani per una risoluzione totale delle ostilità.
- La posizione dell’Iran: Il Ministero degli Esteri di Teheran ha prontamente smentito l’esistenza di tali colloqui, definendo le parole di Trump una manovra per influenzare i prezzi del petrolio o per guadagnare tempo tattico.
I raid del 24 marzo
Nonostante l’annuncio della “pausa” di Trump, l’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che nella mattinata del 24 marzo le forze statunitensi e israeliane hanno colpito obiettivi strategici:
- Isfahan: Sono stati colpiti un edificio dell’amministrazione del gas naturale e una stazione di riduzione della pressione del gas.
- Khorramshahr: Un proiettile ha centrato l’area esterna a una stazione di trattamento di un gasdotto che alimenta una centrale elettrica locale.
- Danni: Le autorità locali hanno confermato danni materiali alle strutture e ad alcune abitazioni vicine, ma fortunatamente non sono state segnalate vittime civili e la fornitura di energia non ha subito interruzioni prolungate.
Perché questa contraddizione?
Questa discrepanza tra le parole di Trump e le azioni sul campo può essere interpretata in due modi dai primi analisti:
- Mancanza di coordinazione: Un possibile corto circuito comunicativo tra la Casa Bianca e i comandi militari (o gli alleati israeliani).
- Pressione tattica: L’uso della forza proprio mentre si dichiara un’apertura diplomatica, per costringere l’Iran a sedersi realmente al tavolo delle trattative.
La situazione rimane estremamente fluida, con i prezzi del petrolio che oscillano violentemente (il Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile) a causa dell’incertezza sulla reale tenuta della tregua di cinque giorni.
Il congelamento degli attacchi e i presunti negoziati (Afp / Reuters)
- L’agenzia Afp riporta che il presidente statunitense Donald Trump ha congelato gli attacchi contro le centrali elettriche iraniane, rinviando il suo ultimatum di cinque giorni. Trump ha parlato di colloqui “molto buoni e produttivi”, affermando che lo stretto di Hormuz riaprirà presto se l’accordo in discussione dovesse funzionare.
- Teheran, tuttavia, ha smentito categoricamente la narrazione della Casa Bianca. Reuters, citando l’emittente di stato iraniana Irib, riporta che l’Iran definisce le dichiarazioni di Trump un tentativo per sfuggire alle conseguenze delle sue stesse minacce. Le autorità iraniane ribadiscono che la posizione sulla chiusura di Hormuz resta invariata e confermano l’esistenza di soli scambi di messaggi indiretti, facilitati da mediatori come Egitto, Qatar, Oman e Regno Unito.
I retroscena diplomatici e la reazione dei mercati (Bloomberg / Ap)
- Secondo indiscrezioni e analisi rilanciate anche da testate finanziarie come Bloomberg, i colloqui per conto degli Stati Uniti sarebbero portati avanti da Jared Kushner e dall’inviato speciale Steve Witkoff. La controparte indiretta iraniana sarebbe Mohammad Bagher Ghalibaf, attuale presidente del parlamento di Teheran.
- Bloomberg evidenzia inoltre come i mercati abbiano reagito immediatamente alla “guerra psicologica” e alle dichiarazioni di tregua: il greggio Brent, che aveva superato i 114 dollari al barile sull’onda dell’ultimatum di Trump, è crollato rapidamente sfiorando i 96 dollari, per poi assestarsi attorno ai 100 dollari.
Operazioni militari, blackout e crisi in Libano (Reuters / Afp)
- Sul fronte militare, i raid non si sono fermati del tutto. È stato segnalato un attacco statunitense in Iraq con 15 morti e un raid in una provincia dell’Iran che ha distrutto diverse abitazioni causando 6 vittime. Inoltre, a Bandar Abbas, città strategica di fronte allo stretto di Hormuz, è stato colpito un ripetitore radiofonico. Forti esplosioni sono state udite nella notte anche a Tabriz.
- Le agenzie internazionali denunciano inoltre un blackout di internet in Iran giunto ormai al venticinquesimo giorno, che sta tagliando fuori i civili dalle comunicazioni globali.
- In Libano, la situazione resta gravissima: il presidente libanese Joseph Aoun ha denunciato una “pericolosa escalation” e manovre che appaiono come il chiaro “preludio a un’invasione terrestre” da parte di Israele, in un quadro che conta già oltre 1.000 morti e un milione di sfollati.
23 marzo 2026
L’annuncio di Trump e lo stop ai bombardamenti
- Con un post a sorpresa sulla sua piattaforma Truth Social, Donald Trump ha annunciato la sospensione per cinque giorni dei raid militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane.
- Trump ha giustificato questa brusca frenata parlando di “conversazioni molto buone e produttive” avvenute negli ultimi due giorni, che a suo dire aprirebbero la strada a una risoluzione completa e totale delle ostilità in medio oriente.
I negoziati e il ruolo dei mediatori
- Parlando con i giornalisti, Trump ha dichiarato che c’è una “possibilità reale di fare un accordo”. Ha rivelato che i colloqui per conto degli Stati Uniti sono condotti dal suo inviato speciale Steve Witkoff e dal genero Jared Kushner.
- Secondo fonti diplomatiche statunitensi (riprese da Axios e agenzie internazionali), la mediazione è attualmente guidata da Turchia, Egitto e Pakistan, con l’obiettivo di organizzare un vertice a Islamabad per risolvere la crisi.
- Trump ha accennato a un’intesa su 15 punti fondamentali, che includerebbe la rinuncia totale dell’Iran alle armi nucleari e la consegna delle scorte di uranio arricchito. Ha inoltre ipotizzato una potenziale gestione congiunta dello stretto di Hormuz.
La smentita categorica di Teheran
- Nonostante l’ottimismo di Washington, l’Iran ha smentito ufficialmente qualsiasi trattativa in corso. Il ministero degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, e i media di stato hanno definito le parole di Trump una “guerra psicologica”, mirata unicamente a far abbassare i prezzi dell’energia e a prendere tempo per riorganizzare i piani militari statunitensi.
- Di fronte a queste smentite, Trump ha minimizzato l’accaduto, sostenendo che la leadership iraniana ha “problemi di comunicazione” interna dovuti alla distruzione delle loro infrastrutture durante i recenti bombardamenti.
Il crollo dei prezzi sui mercati
- Dal punto di vista economico, l’effetto dell’annuncio è stato immediato: le paure per un blocco prolungato dello stretto di Hormuz si sono improvvisamente allentate.
- Le quotazioni del petrolio greggio hanno virato bruscamente al ribasso, e anche il prezzo del gas europeo ad Amsterdam è scivolato sotto i 57 euro al megawattora. Parallelamente, le principali borse internazionali (tra cui Wall Street) hanno registrato forti rialzi, trainate dall’ottimismo per una possibile tregua.
Lo scadere dell’ultimatum USA e le manovre nello Stretto di Hormuz (Reuters / Bloomberg)
- Reuters riporta che l’ultimatum di 48 ore lanciato dal presidente statunitense Donald Trump per la riapertura dello Stretto di Hormuz è giunto alle sue battute finali. Fonti della difesa americana confermano all’agenzia che le portaerei della US Navy e i sottomarini britannici nella regione hanno ricevuto i codici di pre-autorizzazione per colpire le centrali elettriche iraniane qualora il blocco non venisse revocato.
- Immagini satellitari diffuse in mattinata e analizzate da Reuters mostrano movimenti anomali della marina dei Pasdaran, con il dispiegamento di decine di barchini d’assalto rapido e operazioni compatibili con la posa di mine navali in sezioni critiche dello stretto.
- Sul fronte economico, Bloomberg segnala il panico sui mercati asiatici ed europei: i futures sul greggio Brent hanno superato la soglia critica dei 135 dollari al barile a causa dell’imminente scadenza dell’ultimatum, confermando le peggiori previsioni per l’inflazione globale.
Invasione di terra israeliana oltre il fiume Litani (Associated Press / AFP)
- L’Associated Press (AP) ha confermato, citando fonti militari e analizzando i tracciati satellitari, che l’esercito israeliano (Idf) ha lanciato una massiccia operazione corazzata, oltrepassando in più punti la linea del fiume Litani nel sud del Libano. Si tratta della penetrazione terrestre più profonda dall’inizio del conflitto.
- L’Agence France-Presse (AFP) riporta che si stanno verificando feroci combattimenti urbani tra truppe israeliane e miliziani di Hezbollah. L’agenzia francese sottolinea un dettaglio allarmante: le forze di peacekeeping dell’ONU (UNIFIL) sono state costrette a rifugiarsi nei bunker sotterranei, interrompendo ogni pattugliamento a causa della densità del fuoco incrociato d’artiglieria.
Attacchi preventivi iraniani sulle infrastrutture del Golfo (Reuters)
- In quella che appare come una mossa preventiva rispetto all’ultimatum di Washington, Reuters batte la notizia di sciami di droni kamikaze e missili da crociera lanciati dall’Iran verso la costa orientale dell’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.
- L’agenzia conferma che i sistemi di difesa antimissile Patriot e THAAD statunitensi, a protezione degli impianti petroliferi e, soprattutto, dei vitali impianti di desalinizzazione dell’acqua, sono attualmente ingaggiati in uno sforzo di intercettazione senza precedenti.
Raid continui sui siti sotterranei in Iran (AP)
- L’Associated Press segnala che, per la terza notte consecutiva, l’aviazione israeliana ha martellato i sobborghi di Teheran e la provincia di Esfahan. Secondo l’agenzia, Israele sta impiegando in modo massiccio munizioni anti-bunker (bunker-buster) per distruggere i complessi logistici sotterranei e le fabbriche di assemblaggio missilistico dei Pasdaran, causando forti onde sismiche avvertite dalla popolazione locale.
- L’AP riporta inoltre che le difese antiaeree iraniane risultano severamente compromesse, permettendo ai jet israeliani e americani di operare con crescente libertà nello spazio aereo della Repubblica Islamica.
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22 marzo 2026
L’ultimatum degli Stati Uniti e lo stretto di Hormuz
- Il presidente statunitense Donald Trump ha lanciato un ultimatum di 48 ore a Teheran, minacciando di colpire e annientare le principali centrali elettriche iraniane se lo stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto al traffico commerciale.
- L’Iran ha risposto immediatamente affermando che lo stretto rimane chiuso “solo per i nemici” e ha avvertito che, in caso di attacco alle proprie infrastrutture civili, attaccherà a sua volta i siti energetici statunitensi e dei paesi alleati.
L’escalation missilistica su Israele
- Una massiccia ondata di missili balistici iraniani ha colpito il sud di Israele, in quella che Teheran definisce una rappresaglia per l’attacco subìto nei giorni scorsi all’impianto nucleare di Natanz.
- Le città israeliane di Dimona e Arad, situate in prossimità di un centro di ricerca nucleare, sono state pesantemente colpite. I servizi di soccorso locali hanno confermato circa 175 feriti totali (115 ad Arad e 60 a Dimona), con diversi casi gravi.
- Anche Tel Aviv è stata nuovamente bersagliata; in questo caso sono stati impiegati missili dotati di testate a grappolo, provocando danni a diverse infrastrutture, inclusi plessi scolastici a Holon, e 15 feriti accertati.
Intensificazione delle ostilità in Libano
- Il ministero della salute libanese ha diffuso un nuovo e tragico bollettino: le vittime dall’inizio della ripresa dell’offensiva (2 marzo) hanno superato quota 1.029, con oltre 2.700 feriti.
- Il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano (Idf) ha annunciato che le forze armate intensificheranno le operazioni terrestri mirate nel sud del Libano. Il ministro della difesa, Israel Katz, ha ordinato di accelerare la demolizione delle abitazioni lungo la linea di confine e ha autorizzato bombardamenti per distruggere i ponti sul fiume Litani.
- Sul fronte opposto, un missile anticarro lanciato da Hezbollah ha colpito la comunità di confine di Misgav Am, nel nord di Israele, causando una vittima.
I paesi del Golfo e le manovre internazionali
- I sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti sono entrati in azione durante la notte per intercettare nuove minacce composte da droni e missili iraniani. Il Bahrein ha dichiarato di aver abbattuto 246 droni e 145 missili dall’inizio del conflitto.
- A supporto della coalizione occidentale, le fonti militari segnalano l’ingresso nella regione di un sottomarino nucleare britannico armato con missili da crociera Tomahawk.
- Sul fronte diplomatico e spirituale, papa Leone XIV ha approfittato della recita dell’Angelus per esprimere il proprio sgomento, richiamando la comunità internazionale ad agire per fermare la violenza in Medio Oriente e non rimanere in silenzio.
21 marzo 2026
L’escalation nucleare e i raid su Natanz
- Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco mirato contro il sito nucleare per l’arricchimento dell’uranio di Natanz, nella provincia iraniana di Esfahan.
- Nonostante la delicatezza dell’obiettivo, l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) ha comunicato che al momento non si registrano fuoriuscite o aumenti dei livelli di radiazioni.
- La Russia è intervenuta duramente, condannando l’attacco all’impianto e avvertendo che questa mossa avrà “conseguenze gravi e per lungo tempo”.
Missili iraniani nell’oceano Indiano
- In una mossa senza precedenti che espande il raggio d’azione della guerra, l’Iran ha lanciato due missili balistici a medio raggio contro l’isola di Diego Garcia, situata nell’oceano Indiano a quasi 4.000 chilometri di distanza.
- L’atollo ospita una strategica base militare congiunta anglo-americana (nota come “Bomber island”). I missili non hanno colpito la base, ma l’azione rappresenta una ritorsione diretta dopo che il Regno Unito ha concesso agli Stati Uniti l’uso delle proprie basi per colpire i siti iraniani.
Nuovi raid su Teheran e l’offensiva in Libano
- Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato una nuova ondata di raid notturni sulla capitale iraniana. Sono stati colpiti decine di obiettivi legati alla produzione di missili balistici dei Pasdaran e una base della milizia paramilitare Basij.
- Sul fronte libanese la situazione umanitaria si aggrava: il ministero della salute di Beirut ha diffuso un nuovo bollettino ufficiale, confermando che i morti dall’inizio dell’offensiva israeliana (2 marzo) hanno superato quota 1.024, con oltre 2.700 feriti.
Le mosse del G7 e i dubbi di Washington
- I ministri degli esteri del G7 hanno rilasciato una dichiarazione congiunta per condannare gli attacchi iraniani ai Paesi del Golfo, riaffermando l’impegno a intervenire per salvaguardare la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz e la stabilità dei mercati energetici globali.
- Negli Stati Uniti si aprono le prime crepe politiche: il Congresso sta pressando Donald Trump per ottenere una chiara “exit strategy” dalla guerra. Il presidente ha sorprendentemente accennato alla possibilità di valutare una “riduzione dell’impegno bellico” avendo raggiunto molti obiettivi, in netta controtendenza con le dichiarazioni del ministro della difesa israeliano Israel Katz, che ha invece promesso un aumento significativo degli attacchi a partire da domani.
20 marzo 2026
Lo strappo tra Stati Uniti e alleati e il ritiro della Nato
- Ritiro dall’Iraq: La Nato ha annunciato il ritiro temporaneo della propria missione in Iraq, che conta circa 600 unità. Il portavoce dell’Alleanza ha chiarito che la decisione è legata esclusivamente all’impatto della guerra e all’escalation regionale, sottolineando che “la sicurezza del personale è di primaria importanza”.
- Le accuse di Trump: La mossa ha provocato la dura reazione di Donald Trump. Attraverso il suo social network Truth, il presidente statunitense ha definito “codardi” e “vigliacchi” gli alleati della Nato, accusandoli di non voler supportare lo sforzo militare per riaprire lo stretto di Hormuz, limitandosi a lamentarsi per i rincari del petrolio ora che gli Usa avrebbero “vinto dal punto di vista militare”.
L’escalation militare e l’allargamento degli obiettivi
- Minacce al turismo globale: Il portavoce delle forze armate iraniane, il generale Abolfazl Shekarchi, ha alzato drasticamente il livello dello scontro dichiarando che d’ora in poi i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo “non saranno più sicuri per i nemici”, suggerendo il rischio di operazioni mirate oltre confine.
- Guerra tecnologica: Il conflitto ha iniziato a colpire infrastrutture critiche non convenzionali, tra cui i data center della regione, segnando un cambiamento epocale che sta allertando le grandi aziende tecnologiche globali sui nuovi standard di difesa.
- Operazioni sul campo: L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato di aver colpito 130 infrastrutture iraniane in 24 ore (inclusi sistemi di difesa aerea), estendendo i raid aerei fino alla regione di Nour, sul mar Caspio. Israele ha rivendicato l’uccisione del capo dell’intelligence dei paramilitari Basij, mentre è stata confermata anche la morte del portavoce dei Pasdaran, il generale Naeini.
E’ allerta massima in Italia: Allerta massima in Italia: sicurezza, cybersicurezza e missione navale nel Golfo
L’impatto sull’Italia e la sicurezza interna
- Allerta massima: Di fronte alle crescenti minacce globali, il Viminale ha innalzato al livello massimo l’allerta terrorismo in Italia, rafforzando la vigilanza su oltre 28.000 obiettivi sensibili. Il ministro della difesa Guido Crosetto ha pubblicamente avvertito del rischio di “cellule iraniane dormienti” pronte a colpire all’interno dei confini nazionali.
- Missione Hormuz: Per tentare di arginare l’Armageddon energetico e la crisi dei prezzi alla pompa, l’Italia ha confermato che scenderà in campo insieme ad altri cinque Paesi in una coalizione navale mirata a garantire la sicurezza delle navi nel Golfo.
Proteste interne in Israele
- Il prolungarsi delle ostilità sta generando malcontento anche sul fronte interno israeliano. A Tel Aviv, centinaia di persone sono scese in piazza nel pomeriggio per protestare, sfilando dietro un grande striscione con la scritta: “Basta. Mettiamo fine alla guerra infinita”.
19 marzo 2026
La risposta iraniana su Haifa e i raid navali israeliani
- Nel tardo pomeriggio, l’Iran ha lanciato un attacco missilistico contro il nord di Israele, colpendo la raffineria di Haifa. Il ministro dell’energia israeliano, Eli Cohen, ha tuttavia ridimensionato l’accaduto, parlando di un danno specifico ma non significativo e assicurando il rapido ripristino dell’elettricità.
- Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno aperto un nuovo fronte, annunciando di aver distrutto diverse navi militari e infrastrutture navali iraniane nel mar Caspio, nei pressi della città portuale di Bandar Anzali.
Lo stop ai raid sul gas e le operazioni americane
- In una conferenza stampa serale, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che Israele ha agito in totale autonomia nel colpire il mega giacimento iraniano di South Pars. Ha però aggiunto una novità importante: su esplicita richiesta del presidente statunitense Donald Trump, Israele ha accettato di fermare temporaneamente ulteriori attacchi alle infrastrutture energetiche.
- Parallelamente, il comando centrale americano (Centcom) ha comunicato di aver distrutto un vasto impianto per l’assemblaggio di missili balistici a Karaj, a nord-ovest di Teheran, neutralizzando una minaccia diretta al traffico marittimo commerciale.
- L’aeronautica militare israeliana ha inoltre diffuso un bilancio numerico aggiornato: dall’inizio della guerra sono state sganciate oltre 12.000 bombe sull’Iran, di cui circa 3.600 solo sulla capitale.
Nuovi arresti e reazioni internazionali
- All’interno dell’Iran, in un clima di altissima tensione per le gravi falle nell’intelligence, le autorità hanno annunciato l’arresto di 97 persone. Sono accusate di spionaggio e di preparare disordini e omicidi per conto di Stati Uniti e Israele.
- Sul fronte diplomatico internazionale, si registra la dura presa di posizione del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, che da San Paolo ha criticato aspramente l’azione militare statunitense, affermando che nessuno ha il diritto di invadere altri Paesi e provocare conflitti globali, richiamando al rispetto della sovranità iraniana.
L’escalation energetica e i raid sui giacimenti
- Un raid aereo condotto da Israele ha colpito gli impianti del gigantesco giacimento di gas naturale di South Pars, nel sud dell’Iran.
- In risposta, le forze iraniane hanno bombardato i siti energetici in Qatar, in particolare il complesso di gas di Ras Laffan e l’impianto Pearl GTL, causando vasti incendi.
- L’Iran ha inoltre lanciato attacchi con droni contro l’Arabia Saudita, colpendo la raffineria Samref e costringendo le autorità alla sospensione delle operazioni nel porto di Yanbu.
La reazione internazionale e le mosse degli Stati Uniti
- Il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato di distruggere completamente le infrastrutture di South Pars se l’Iran dovesse colpire nuovamente il Qatar, pur prendendo le distanze dal raid israeliano iniziale.
- Il presidente francese Emmanuel Macron ha contattato Trump per chiedere di fermare gli attacchi alle infrastrutture civili, mentre la Cina ha definito “inaccettabile” la recente uccisione del leader iraniano Ali Larijani.
Le ripercussioni sui mercati e lo stretto di Hormuz
- La guerra dell’energia ha fatto schizzare i prezzi: il gas ad Amsterdam è balzato del 25%, superando i 72 euro al megawattora, e il greggio Brent ha aperto in forte rialzo sui mercati asiatici.
- Il parlamento iraniano sta valutando una proposta di legge per imporre pedaggi e tasse alle navi che transitano attraverso lo stretto di Hormuz.
- Il ministro della difesa italiano Guido Crosetto ha dichiarato che la situazione a Hormuz non era calcolata in queste proporzioni e ha auspicato una missione di supporto da parte di Onu e Ue.
Il fronte israeliano e la situazione a Gaza
- Continuano i lanci di missili a testata multipla dall’Iran verso le città israeliane, con diverse esplosioni segnalate a Tel Aviv e nuove vittime.
- In controtendenza rispetto all’escalation regionale, a Gaza è stato riaperto il valico di Rafah per la prima volta dall’inizio di questa nuova fase della guerra.
18 marzo 2026
La rappresaglia iraniana su Israele
- L’Iran ha lanciato un attacco missilistico, utilizzando testate a grappolo, contro Tel Aviv. La televisione di stato iraniana ha dichiarato che si tratta di una rappresaglia diretta per l’uccisione del capo della sicurezza Ali Larijani.
- L’impatto dei missili nel quartiere periferico di Ramat Gan ha causato la morte di due civili israeliani e il ferimento di diverse altre persone.
Conferme e tensioni interne in Iran
- Il governo di Teheran ha confermato ufficialmente la morte di Ali Larijani e di Gholamreza Soleimani, capo delle forze paramilitari Basij, uccisi nei recenti raid israeliani.
- Le autorità iraniane hanno eseguito la condanna a morte di un uomo accusato di aver fornito informazioni e immagini di siti sensibili al Mossad israeliano.
- La magistratura iraniana ha denunciato un attacco contro un proprio complesso a Larestan, nella provincia meridionale di Fars, incolpando Stati Uniti e Israele e segnalando vittime tra il personale e i civili.
L’offensiva Usa e l’allargamento nel Golfo Persico
- L’esercito statunitense ha comunicato di aver colpito diversi siti missilistici iraniani nei pressi dello stretto di Hormuz, impiegando bombe anti-bunker per distruggere le installazioni sotterranee.
- L’Iran ha intensificato i lanci contro i Paesi alleati degli Stati Uniti nel Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato nuove minacce, dichiarando che dall’inizio del conflitto il Paese è stato bersaglio di oltre 2.000 missili. Anche i sistemi di difesa di Arabia Saudita e Kuwait sono entrati in azione per abbattere droni e razzi ostili.
17 marzo 2026
Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato di aver ucciso:
- Ali Larijani: segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. Il ministro della difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato pubblicamente la sua morte. Larijani era considerato in questo momento l’uomo più influente del regime e la figura centrale incaricata di coordinare la difesa, gli apparati di intelligence e gli attacchi contro Israele e i Paesi del Golfo.
- Gholamreza Soleimani: comandante delle forze paramilitari Basij (una vasta milizia legata alle Guardie rivoluzionarie, nota soprattutto per la violenta repressione del dissenso interno). Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di averlo eliminato mentre si trovava in un accampamento di comando mobile a Teheran, insieme ad altri alti ufficiali.
Il video della guida suprema iraniana
- Per smentire le speculazioni e le dichiarazioni di Washington riguardo la morte o il grave ferimento di Mojtaba Khamenei, la televisione di stato iraniana ha trasmesso oggi un breve filmato.
- Nel video, la guida suprema appare seduta in una stanza mentre discute con alcuni vertici dei Pasdaran. L’intelligence statunitense e quella israeliana hanno immediatamente fatto sapere di essere al lavoro per analizzare le immagini e verificare l’autenticità e la data reale di registrazione del filmato.
Le risposte internazionali per lo stretto di Hormuz
- Il Regno Unito e la Francia hanno confermato l’invio di fregate militari per garantire la scorta armata alle proprie navi mercantili, aderendo in parte all’appello lanciato dagli Stati Uniti per forzare il blocco.
- La Cina ha invece declinato pubblicamente l’invito di Donald Trump, ribadendo la sua storica politica di non interferenza militare e chiedendo una risoluzione diplomatica urgente tramite il Consiglio di sicurezza dell’Onu.
- Sui mercati energetici globali, il persistere del blocco e l’alta tensione navale hanno spinto il prezzo del petrolio greggio Brent oltre i 120 dollari al barile, sollevando ulteriori allarmi in Italia per imminenti rincari sui carburanti e sull’inflazione generale.
16 marzo 2026
L’appello internazionale per lo Stretto di Hormuz
- Per forzare la fine della chiusura dello Stretto di Hormuz e contenere la crisi dei mercati energetici globali, gli Stati Uniti stanno tentando di formare una coalizione marittima.
- L’amministrazione americana ha chiesto esplicitamente a nazioni fortemente dipendenti da quella rotta, tra cui Regno Unito, Francia, Cina, Giappone e Corea del Sud, di inviare le proprie navi da guerra nel Golfo Persico per scortare le petroliere e garantire la sicurezza della navigazione.
La diplomazia bloccata e le minacce all’isola di Kharg
- Il presidente statunitense Donald Trump ha respinto la possibilità di un cessate il fuoco immediato, affermando in un’intervista che le condizioni per un accordo con l’Iran non sono ancora sufficienti e intimando a Teheran la resa totale, compresa la rinuncia al programma nucleare.
- Riferendosi ai massicci bombardamenti dei giorni scorsi sull’isola di Kharg (snodo da cui transita il 90% dell’export petrolifero iraniano), Trump ha rivendicato la distruzione degli obiettivi militari, precisando di aver deliberatamente risparmiato le infrastrutture energetiche. Ha tuttavia minacciato di poter colpire nuovamente l’isola in caso di prolungamento del blocco navale.
I dubbi sulla leadership iraniana
- Cresce l’incertezza globale sulle condizioni della nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, succeduto al padre ucciso nelle prime fasi del conflitto.
- Trump ha alimentato le speculazioni dichiarando pubblicamente di aver “sentito che non è vivo”, sottolineando l’assenza di sue apparizioni pubbliche o messaggi video dall’inizio della crisi. Il Segretario della Difesa Usa, Pete Hegseth, aveva precedentemente sostenuto che Khamenei fosse ferito. Il governo di Teheran smentisce categoricamente queste affermazioni, assicurando che la Guida Suprema è in salute e pienamente operativa.
Escalation militare e movimenti di truppe
- Il Pentagono ha ordinato l’invio in Medio Oriente di un’unità di spedizione dei Marines (circa 2.200 militari) a bordo di tre navi anfibie, precedentemente dislocate nell’area dell’Indo-Pacifico, per rafforzare le opzioni strategiche americane sul campo.
- L’offensiva congiunta israelo-americana prosegue su più fronti: sono stati condotti nuovi raid in Iran (tra cui un attacco a una fabbrica a Isfahan) e intensificati i bombardamenti in Libano. Contestualmente, a causa dei crescenti rischi, l’ambasciata americana a Baghdad ha avvertito i propri cittadini di prepararsi a lasciare l’Iraq.
15 marzo 2026
Attacco alla base in Kuwait e conseguenze per l’Italia
- Nelle prime ore di questa mattina, un drone ha colpito la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, una struttura che ospita sia personale militare statunitense che italiano.
- Non si registrano feriti tra i militari italiani, che erano già stati messi in sicurezza a seguito di precedenti allerte. Tuttavia, l’attacco ha distrutto un velivolo della Task Force Air italiana, nello specifico un drone MQ-9A Predator impiegato per missioni di ricognizione e sorveglianza.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l’accaduto, rassicurando sulle condizioni del personale e ribadendo la linea del governo: “Non ci facciamo intimidire, le missioni italiane continuano”.
Il braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran
- In un’intervista alla NBC, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che l’Iran vorrebbe raggiungere un accordo per fermare le ostilità, ma ha aggiunto di non essere disposto ad accettarlo perché “le condizioni non sono ancora abbastanza buone”. Ha inoltre ribadito l’intenzione di avviare operazioni per bonificare e riaprire lo stretto di Hormuz, chiedendo agli alleati internazionali di inviare le proprie navi.
- La replica di Teheran è stata affidata al ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il quale ha affermato che l’Iran non vede “nessuna ragione per negoziare” ed è pronto a considerare l’ingresso di navi militari straniere a Hormuz come un’ulteriore e grave escalation.
- Araghchi ha inoltre smentito categoricamente le affermazioni del Pentagono dei giorni scorsi riguardo la salute della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, dichiarando che è in ottime condizioni e governa attivamente il Paese.
L’offensiva israeliana e le minacce dei Pasdaran
- Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno completato una nuova ondata di bombardamenti massicci contro i quartier generali e i depositi militari nell’Iran occidentale e centrale. Secondo stime dell’esercito israeliano, la fase acuta della guerra durerà “almeno altre tre settimane”.
- In un clima di altissima tensione, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (i Pasdaran) ha lanciato minacce dirette al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dichiarando pubblicamente l’intenzione di dargli la caccia e ucciderlo.
- In risposta alle minacce e alle voci circolate in rete su un suo presunto decesso, Netanyahu ha pubblicato un video girato all’interno di un bar israeliano. Mostrandosi sorridente mentre beve un cappuccino, ha affermato con ironia: “Dicono su internet che il primo ministro è morto? Io muoio dalla voglia di caffè”.
L’allargamento del conflitto nel Golfo e in Libano
- L’Iran ha intensificato le sue rappresaglie contro i Paesi del Golfo considerati conniventi con gli Stati Uniti o che ne ospitano le basi. Sciami di droni e missili sono stati lanciati verso Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Le autorità del Bahrein hanno comunicato di aver intercettato oltre 125 missili e 200 droni dall’inizio del conflitto.
- Sul fronte libanese non si fermano gli scontri: Hezbollah ha lanciato una nuova raffica di razzi verso Haifa e le comunità della Galilea. Nel frattempo, i raid israeliani nel sud del Libano continuano, con fonti locali che segnalano la morte di 12 membri del personale medico in un centro sanitario colpito.
14 marzo 2026
Escalation militare tra Israele e Libano
- Le sirene d’allarme hanno ripreso a suonare in Galilea e a Eilat (nel sud di Israele) a causa di una nuova ondata di missili balistici lanciati dall’Iran. A Eilat si registrano tre feriti a causa dell’impatto, tra cui un ragazzo di 12 anni.
- In Libano, Hezbollah ha annunciato l’inizio di violenti scontri diretti sul campo con le forze israeliane in una città del sud del Paese. Inoltre, fonti locali denunciano che le forze israeliane avrebbero colpito operatori della Croce rossa libanese.
- A Gaza, l’agenzia di stampa palestinese Wafa segnala la morte di 7 persone e il ferimento di altre 13 nelle ultime 24 ore.
Il coinvolgimento dei Paesi del Golfo e la diplomazia
- Il ministero della difesa degli Emirati Arabi Uniti ha tracciato un bilancio allarmante, dichiarando che dall’inizio di questa nuova fase della guerra l’Iran ha attaccato il Paese con quasi 300 missili balistici e oltre 1.600 droni.
- La Francia ha smentito ufficialmente le indiscrezioni diffuse dal portale Axios, negando l’esistenza di un piano di pace francese che avrebbe previsto il riconoscimento dello Stato di Israele da parte del Libano per fermare il conflitto.
Sviluppi sul fronte Usa-Iran
- Il segretario della difesa statunitense, Pete Hegseth, ha dichiarato che la nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sarebbe rimasta ferita. In concomitanza, il dipartimento di stato americano ha annunciato una taglia di 10 milioni di dollari sui massimi leader di Teheran per chiunque fornisca informazioni utili.
- Donald Trump ha rivolto un appello internazionale, chiedendo esplicitamente che anche altri Paesi inviino proprie navi da guerra per garantire la sicurezza della navigazione e forzare la riapertura dello stretto di Hormuz.
- All’interno dell’Iran la situazione si fa sempre più tesa: le autorità hanno arrestato 33 persone con l’accusa di spionaggio e oltre 50 sostenitori di Reza Pahlavi, accusati di voler fomentare rivolte contro il regime.
Escalation Usa-Iran e raid sull’isola di Kharg
- Gli Stati Uniti hanno condotto potenti bombardamenti sull’isola petrolifera di Kharg nel Golfo Persico, uno snodo strategico attraverso il quale transita circa il 90% del petrolio esportato dall’Iran.
- Il presidente statunitense Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran, intimando di liberare lo stretto di Hormuz, pena la distruzione delle infrastrutture petrolifere iraniane, e ha dichiarato che i piani dell’Iran per conquistare il Medio Oriente “sono ora morti”.
- La replica di Teheran è stata immediata: esponenti iraniani hanno ribadito che lo stretto di Hormuz non verrà riaperto e che nessuna nave americana ha il diritto di navigare nel Golfo.
Attacco all’ambasciata Usa in Iraq
- Un missile ha colpito l’eliporto all’interno del compound dell’ambasciata statunitense a Baghdad.
- Diverse fonti di sicurezza irachene hanno confermato l’attacco, mentre i giornalisti presenti sul posto hanno documentato una colonna di fumo nero levarsi dal cuore della capitale irachena.
Operazioni israeliane in territorio iraniano
- L’esercito israeliano si sta preparando a colpire la zona industriale di Tabriz, nel nord dell’Iran, e ha diffuso un avviso urgente alla popolazione locale affinché evacui l’area.
- Forti esplosioni, seguite da scosse prolungate simili a un terremoto, sono state segnalate dai residenti a Urmia, capoluogo dell’Azerbaigian Occidentale iraniano.
L’offensiva in Libano e il rischio invasione
- Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno dichiarato di aver distrutto circa 110 centri di comando di Hezbollah. Nel frattempo, i raid continuano a colpire la capitale: un nuovo attacco ha centrato un edificio residenziale a Bourj Hammoud, nella periferia nord di Beirut.
- Secondo indiscrezioni del portale Axios, Israele sta ultimando i preparativi per un’imminente invasione di terra nel sud del Libano, con l’obiettivo di applicare la stessa tattica militare vista a Gaza.
- L’impatto sui civili è drastico: si stima che le operazioni militari e i continui ordini di evacuazione israeliani abbiano già generato circa 500.000 sfollati all’interno del Paese.
13 marzo 2026
- Le forze statunitensi e israeliane continuano a colpire obiettivi in territorio iraniano, con esplosioni segnalate anche nella capitale Teheran in concomitanza con le manifestazioni per il Quds Day.
- L’Iran ha risposto lanciando missili e droni; le sirene antiaeree hanno suonato a Tel Aviv, dove sono state udite esplosioni, e le difese aeree della Nato hanno intercettato un missile balistico iraniano penetrato nello spazio aereo della Turchia.
- Il Pentagono sta rafforzando significativamente la propria presenza militare, mobilitando circa 5.000 marines e diverse navi da guerra verso la regione.
- Un aereo da rifornimento americano KC-135 è precipitato in Iraq, causando la morte di tutti e sei i membri dell’equipaggio. Il comando centrale statunitense (Centcom) ha tuttavia dichiarato che l’incidente non è stato causato da fuoco nemico.
- L’esercito israeliano ha intensificato i raid sul Libano: un attacco aereo su un edificio residenziale nella periferia di Sidone ha provocato almeno otto vittime. È stato inoltre distrutto un ponte strategico sul fiume Litani.
- In un discorso televisivo, il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha avvertito che il gruppo è pronto per un “lungo scontro” esistenziale, respingendo le minacce di operazioni mirate contro i vertici dell’organizzazione.
- In Italia: il Consiglio supremo di difesa, riunitosi al Quirinale sotto la presidenza di Sergio Mattarella, ha innalzato l’allerta massima contro i rischi di guerra ibrida e terrorismo, confermando però che l’Italia non parteciperà attivamente al conflitto.
- A seguito di un attacco missilistico che ha colpito la base italiana di Camp Singara a Erbil (Iraq), il governo sta organizzando il rientro graduale dei 141 militari italiani dislocati in quell’avamposto.
- La premier Giorgia Meloni è in stretto contatto con le opposizioni per coordinare la linea politica dopo aver riferito al Senato sulla crisi in corso.
- Ripercussioni economiche: l’Iran ha ribadito la volontà di ostacolare la navigazione nello stretto di Hormuz. Questa minaccia, unita ai danni collaterali ai porti del Golfo, sta generando una storica interruzione delle catene di approvvigionamento, facendo impennare ulteriormente i prezzi globali del petrolio e del gas.
- La forte instabilità di sicurezza sta spingendo gli organizzatori della Formula 1 verso la cancellazione dei prossimi Gran Premi previsti in Bahrein e in Arabia Saudita.
12 marzo 2026
- Attacchi alle navi: L’Iran ha intensificato la sua campagna contro le infrastrutture commerciali nel Golfo Persico. Diverse navi sono state colpite, tra cui una portacontainer al largo degli Emirati Arabi Uniti e due petroliere in acque irachene, dove ha perso la vita un membro dell’equipaggio.
- Prezzo del petrolio: A causa degli attacchi alle infrastrutture e della paralisi del traffico nello Stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio Brent ha superato i 100 dollari al barile.
- Droni sui paesi vicini: Sono stati segnalati danni materiali in Kuwait e a Dubai a causa della caduta di detriti di droni intercettati.
- Base colpita a Erbil: Un attacco ha colpito l’area della base militare italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato che non ci sono vittime né feriti tra i militari italiani, i quali si trovano attualmente al sicuro all’interno dei bunker.
- Raid sui siti iraniani: Stati Uniti e Israele proseguono la loro vasta campagna aerea sull’Iran, giunta oggi al tredicesimo giorno. Diverse fonti internazionali riportano esplosioni presso importanti siti legati allo sviluppo nucleare iraniano, tra cui le strutture di Fordow e Taleghan.
- Fronte libanese e israeliano: Israele ha effettuato raid aerei a Beirut, colpendo la zona del lungomare di Ramlet al-Baida e causando almeno otto vittime. In risposta, Hezbollah e le forze iraniane hanno lanciato congiuntamente circa 150-200 razzi verso il nord e il centro di Israele.
- Dichiarazioni Usa: Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato in un’intervista che l’Iran è “sull’orlo della sconfitta” e che il conflitto potrebbe concludersi a breve, sostenendo che le capacità militari di Teheran siano quasi del tutto compromesse.
- Allarme delle Nazioni Unite: L’Onu e altre organizzazioni umanitarie avvertono di una crisi sempre più grave. Le stime attuali indicano che ci sono oltre 3 milioni di sfollati interni in Iran, con pesanti ricadute sulle infrastrutture civili e reti commerciali.
11 marzo 2026
- Attacchi sul territorio iraniano: Le forze congiunte di Stati Uniti e Israele hanno continuato a colpire obiettivi militari e infrastrutture di sicurezza interna in almeno 10 province dell’Iran. Tra i bersagli confermati vi sono un sito di difesa aerea a Masjed Soleiman (provincia del Khuzestan) e diverse strutture legate ai Pasdaran.
- Offensiva navale: Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha condotto intensi raid contro la flotta iraniana nel Golfo Persico. È stata riportata la distruzione di numerose imbarcazioni, tra cui diverse navi posamine (le fonti indicano tra le 10 e le 28 imbarcazioni neutralizzate oggi) e l’eliminazione di quattro navi da guerra della classe Soleimani.
- Raid in Libano: L’esercito israeliano (Idf) ha esteso le operazioni colpendo il Libano. Un attacco ha distrutto un quartier generale e dei depositi di armi di Hezbollah nel quartiere di Dahiyeh, a sud di Beirut, a seguito di ordini di evacuazione diramati ai residenti. Un secondo raid ha colpito un appartamento nel centro della capitale libanese.
- Lancio di missili verso Israele: L’Iran ha scagliato nuove ondate di missili balistici contro il territorio israeliano, puntando principalmente alla regione centrale (inclusa l’area di Tel Aviv) e al sud del Paese. Le sirene antiaeree sono suonate in diverse città, tra cui Beersheba. Sebbene i sistemi di difesa abbiano intercettato gran parte delle minacce, i detriti hanno causato danni e spinto milioni di civili nei rifugi.
- Blocco dello Stretto di Hormuz: L’Iran ha iniziato a posizionare mine navali nello Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per il commercio globale di petrolio. Contestualmente, droni e proiettili iraniani hanno colpito diverse navi commerciali in transito, tra cui la portarinfuse thailandese Mayuree Naree e la Star Gwyneth, provocando incendi a bordo e costringendo gli equipaggi all’evacuazione.
- Attacchi di Hezbollah: In solidarietà con Teheran, Hezbollah ha lanciato una massiccia raffica di circa 100 razzi e droni dal Libano verso il nord di Israele, causando danni alle abitazioni e il ferimento di almeno due persone.
- Coinvolgimento dei Paesi del Golfo: Il conflitto sta sconfinando negli spazi aerei dei Paesi vicini. Il Kuwait ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto 8 droni che sorvolavano le zone di sicurezza della propria Guardia Nazionale. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno dovuto neutralizzare proiettili in transito.
- Dichiarazioni dei leader: Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato in un’intervista che la guerra finirà “presto” poiché “non è praticamente rimasto niente da colpire” in Iran. Dal canto suo, la leadership iraniana (guidata dal nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei e dal presidente Masoud Pezeshkian) ha ribadito la preparazione a una lunga guerra di logoramento, minacciando ritorsioni economiche globali, ma mantenendo parallelamente aperti alcuni canali diplomatici con Paesi come Russia e Pakistan.
10 marzo 2026
- Nuova Guida suprema: Mojtaba Khamenei è stato acclamato dalla folla a Teheran come nuova Guida suprema dell’Iran, incassando il sostegno dei Pasdaran.
- Sviluppi militari: proseguono le tensioni legate alle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro siti missilistici e strategici iraniani. Il presidente statunitense Donald Trump, dopo un colloquio con Vladimir Putin, ha dichiarato che le operazioni stanno procedendo bene e che la guerra sarebbe “quasi finita”.
- Intercettazioni Nato: un nuovo missile lanciato dall’Iran è stato intercettato e distrutto nel Mediterraneo orientale dalle difese della Nato, su segnalazione della Turchia.
- Petrolio ai massimi: il timore di un’interruzione delle forniture ha spinto il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile, toccando livelli che non si registravano dal 2022.
- Intervento del G7: i ministri delle Finanze del G7 hanno annunciato di essere pronti a svincolare le riserve strategiche di petrolio per cercare di calmierare i mercati.
- Risposta europea: l’Eurogruppo è al lavoro per valutare misure straordinarie volte a mitigare gli effetti della crisi sulle economie del continente e tutelare i consumatori dai rincari energetici.
9 marzo 2026
- Raid sui depositi di carburante: Le forze israeliane hanno condotto attacchi su larga scala che hanno colpito circa 30 depositi di petrolio e carburante in territorio iraniano.
- La reazione di Washington: L’amministrazione statunitense è stata colta di sorpresa dall’ampiezza di questa specifica operazione. Diversi funzionari USA hanno espresso forte preoccupazione per le possibili ripercussioni sui mercati energetici globali, temendo che le immagini delle infrastrutture in fiamme possano innescare una grave impennata dei prezzi del petrolio.
- Attesa per Mojtaba Khamenei: È previsto per la giornata di oggi il primo discorso ufficiale della nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. È stato eletto ieri dall’Assemblea degli Esperti per succedere al padre, l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso lo scorso 28 febbraio nei primi giorni dell’offensiva.
- Le dichiarazioni di Trump: A seguito di un colloquio telefonico di un’ora con il presidente russo Vladimir Putin, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il conflitto è “praticamente concluso” e “finirà presto”, affermando che le forze militari iraniane sono state private di marina, aeronautica e sistemi di comunicazione.
- Ritorsioni iraniane: Teheran ha continuato a lanciare ondate di droni e missili in risposta all’offensiva. Oggi sono state segnalate esplosioni a Doha (Qatar) e Manama (Bahrein), allargando ulteriormente la crisi ai Paesi del Golfo.
- Attacchi in Iraq: Fonti locali hanno riportato un attacco statunitense contro una base delle milizie sciite filo-iraniane Hashed al-Shaabi nei pressi di Mosul.
- Sviluppi sul fronte libanese: Secondo indiscrezioni diffuse dai media israeliani e statunitensi, il Libano avrebbe ufficialmente chiesto all’amministrazione USA di mediare colloqui di pace diretti con Israele per porre fine ai combattimenti sul proprio territorio.
8 marzo 2026
- Dichiarazioni statunitensi: Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non escludere l’invio di truppe di terra in Iran, un’ipotesi sul tavolo per mettere in sicurezza i siti di arricchimento dell’uranio. Ha inoltre affermato che la prossima Guida Suprema iraniana, attualmente in fase di successione, non durerà a lungo senza l’approvazione americana.
- La risposta di Teheran: L’Iran sta reagendo con una pioggia di missili e droni suicidi non solo verso Israele, ma anche contro i Paesi del Golfo alleati degli Usa. Nelle ultime ore sono stati presi di mira gli Emirati Arabi Uniti (con attacchi nei pressi degli aeroporti di Abu Dhabi e Dubai), postazioni in Iraq (inclusa l’ambasciata americana a Baghdad e obiettivi a Erbil) e l’Arabia Saudita, dove si contano due vittime civili.
- Attacchi israeliani in Iran: L’esercito israeliano ha lanciato una nuova ondata di raid su Teheran, colpendo per la prima volta i depositi di petrolio iraniani. Israele ha dichiarato di aver effettuato oltre 3.400 attacchi dall’inizio di questa fase del conflitto.
- Rappresaglia iraniana verso Israele e basi Usa: Le sirene antiaeree hanno suonato a Gerusalemme a seguito del lancio di missili balistici da parte dell’Iran; i detriti di un missile intercettato hanno colpito un’abitazione a Lod, nel centro di Israele, causando danni materiali ma nessun ferito. In Iraq, dei razzi hanno preso di mira l’ambasciata statunitense a Baghdad, mentre una forte esplosione è stata registrata a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove un drone ha attaccato una base Usa e un hotel ha preso fuoco.
- Offensiva statunitense: Il Comando centrale degli Stati Uniti ha affermato di aver distrutto 43 navi da guerra iraniane in una settimana di operazioni congiunte con Israele.
- Attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo Nella notte, l’Iran ha esteso i suoi attacchi contro diversi Stati del Golfo Persico. L’Arabia Saudita ha sventato un attacco con droni diretto contro il quartiere diplomatico della capitale Riad. Sono state udite forti esplosioni a Dubai (Emirati Arabi Uniti) e in Bahrein, mentre il Qatar ha intercettato missili e droni all’interno del proprio spazio aereo. A causa di questa situazione, diverse compagnie aeree hanno cancellato i voli per la regione.
- Il fronte libanese – Blitz israeliano: C’è stata un’operazione dei commando israeliani nella zona di Nabi Sheet, in Libano, con l’obiettivo di recuperare i resti del pilota israeliano Ron Arad. L’incursione ha scatenato un violento scontro a fuoco con la popolazione locale e ha provocato almeno 41 morti, tra cui diversi civili.
7 marzo 2026
- Attacco su Teheran: Nella notte di sabato, l’aviazione israeliana ha bombardato l’area ovest della capitale iraniana, generando forti e visibili esplosioni.
- Risposta dell’Iran: Contemporaneamente, in risposta all’escalation in corso, le forze di Teheran hanno sferrato nuovi attacchi sia contro Israele che verso le nazioni del Golfo sede di contingenti militari statunitensi.
- Nuovi raid in Iran: L’esercito israeliano ha confermato l’impiego di oltre 80 caccia in una nuova e vasta ondata di attacchi mirati contro infrastrutture militari a Teheran e nella città di Esfahan.
- Scontri diretti in Libano: Truppe speciali israeliane sono sbarcate in elicottero nella valle della Bekaa, nell’est del Paese. Ne è scaturito un pesante scontro a fuoco con i combattenti di Hezbollah e l’esercito libanese nei pressi della città di Nabi Chit, con diverse vittime riportate.
- Caos aereo nel Golfo: I lanci di missili e droni iraniani verso le basi statunitensi nei Paesi alleati hanno innescato i sistemi di difesa aerea. L’aeroporto internazionale di Dubai è stato costretto a sospendere temporaneamente tutti i voli, riprendendo le operazioni solo parzialmente. Esplosioni e sirene d’allarme sono state registrate anche in Bahrein e in Qatar.
- Attacco a una petroliera: I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno rivendicato di aver colpito con un drone esplosivo la petroliera “Prima” nei pressi dello stretto di Hormuz, un evento che sta contribuendo a spingere il prezzo del petrolio oltre i 90 dollari al barile.
- Scontro politico e transizione: Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con i Paesi vicini per il coinvolgimento del loro spazio aereo, ma ha respinto categoricamente la richiesta di “resa incondizionata” avanzata dal presidente americano Donald Trump, definendola un’illusione. Nel frattempo, a Teheran si discute intensamente della successione dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei, avvenuta nelle prime fasi di questa guerra.
6 marzo 2026
- Droni e missili intercettati negli Emirati Arabi: L’offensiva è proseguita con il lancio di 9 missili balistici, tutti intercettati. Per quanto riguarda i droni, ne sono stati rilevati 112 nelle ultime ore: la contraerea emiratino-statunitense ne ha abbattuti 109, mentre 3 sono riusciti a penetrare le difese cadendo all’interno del territorio.
- Iran, stadio di Teheran distrutto dagli attacchi di USA e Israele: Uno stadio sportivo a Teheran è stato distrutto durante un attacco aereo americano-israeliano, secondo il governo iraniano. Le immagini pubblicate sugli account ufficiali del governo sui social network mostrano tribune crollate e un denso fumo nero che si alza nell’aria. Lo stadio Azadi, con una capacità di circa 12.000 persone, si trova nel complesso sportivo Azadi di Teheran. L’account in lingua persiana di Israele su X, gestito dal Ministero degli Affari Esteri israeliano, dichiara che lo stadio è stato utilizzato dalle forze del regime iraniano come “luogo di raccolta e riposo”. (askanews)
- Raid statunitensi in Iran: i bombardieri stealth B-2 hanno colpito postazioni sotterranee di lancio per missili balistici e le strutture del comando spaziale iraniano (Us Centcom).
- Nave militare colpita: il comando centrale degli Stati Uniti ha attaccato e incendiato la Iris Shahid Bagheri, una nave portacontainer convertita da Teheran in portaerei per droni (The War Zone).
- Danni a Teheran: diverse esplosioni hanno scosso il centro e la zona est della capitale, distruggendo edifici civili tra cui un ambulatorio e una stazione di servizio (Hindustan Times).
- Attacchi ai paesi del Golfo: l’Iran ha lanciato ritorsioni contro le nazioni che ospitano basi americane. Il Qatar ha intercettato droni diretti alla base di Al Udeid, mentre l’Arabia Saudita ha distrutto missili balistici puntati verso la base di Prince Sultan (Afp).
- Raid in Bahrein e Kuwait: droni iraniani hanno bersagliato due hotel in Bahrein senza causare vittime. Il Kuwait ha attivato la contraerea contro missili entrati nel proprio spazio aereo (Hindustan Times).
- Sirene in Israele: le difese aeree sono entrate in azione a Tel Aviv per intercettare una raffica di missili provenienti dal territorio iraniano (Hindustan Times).
- Escalation in Libano: l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione immediata dei sobborghi meridionali di Beirut in vista di nuovi pesanti bombardamenti (Ynet News).
- Blocco navale: lo stretto di Hormuz è stato dichiarato ufficialmente area di operazioni belliche, intrappolando circa 1.000 navi mercantili e facendo impennare i prezzi globali del petrolio (Reuters).
Educazione e politica: la crisi internazionale e il degrado del dibattito italiano
5 marzo 2026
- Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran: “Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato”.
- Bombardamenti su Teheran: Israele ha lanciato una nuova, massiccia ondata di attacchi aerei prendendo di mira le infrastrutture militari e di comando in tutta la capitale iraniana e nelle aree limitrofe. Le forze militari israeliane hanno dichiarato che queste operazioni dureranno “almeno un’altra settimana o due”.
- Rappresaglia iraniana nel Golfo e in Israele: L’Iran ha risposto lanciando droni e missili balistici contro Israele (con esplosioni segnalate nell’area di Gerusalemme e Tel Aviv) e ha esteso i bersagli ai Paesi del Golfo che ospitano basi occidentali. Sono stati segnalati attacchi o intercettazioni di missili in Qatar (vicino alla base aerea di Al-Udeid e all’ambasciata Usa a Doha), negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein e in Arabia Saudita.
4 marzo 2026
- Oceano Indiano: Un sottomarino statunitense ha affondato la nave militare iraniana Iris Dena in acque internazionali vicino allo Sri Lanka. L’attacco, condotto nella notte di martedì tramite il lancio di un siluro, è stato confermato ufficialmente dal segretario della difesa Pete Hegseth. La marina srilankese ha risposto al segnale di soccorso della nave recuperando 87 corpi e mettendo in salvo 32 superstiti, a fronte di un equipaggio che contava circa 180 persone a bordo. (Fonti: Associated Press, Washington Post).
- Turchia e Nato: I sistemi di difesa antiaerea della Nato schierati nel sud della Turchia hanno intercettato e distrutto un missile proveniente dal territorio iraniano. Le autorità turche hanno confermato che i frammenti del vettore sono caduti in un’area disabitata nei pressi del confine, senza causare vittime o danni materiali. Il comando dell’alleanza ha classificato l’intervento come una manovra strettamente difensiva per proteggere lo spazio aereo di un paese membro. (Fonti: agenzie internazionali).
- Mar Rosso: Le milizie Houthi, operanti dallo Yemen, hanno rivendicato il lancio di droni contro due imbarcazioni mercantili in transito. Gli equipaggi non hanno riportato danni, ma l’attacco ha costretto le navi a deviare la rotta, aggravando le difficoltà logistiche nell’area. (Fonti: Reuters, Al Jazeera).
- Ginevra (diplomazia): L’inviato speciale delle Nazioni Unite ha avviato incontri preliminari con i rappresentanti diplomatici di alcuni paesi arabi per esplorare le condizioni di una possibile tregua umanitaria. Al momento non si registrano aperture ufficiali da parte dei governi direttamente coinvolti nelle ostilità. (Fonte: Ansa).
- Nazioni Unite e diplomazia: Il consiglio di sicurezza ha votato a maggioranza una risoluzione per l’apertura immediata di corridoi umanitari nel Medio Oriente, registrando l’astensione di Stati Uniti e Russia. A Bruxelles, l’Unione europea ha condannato ufficialmente le minacce ricevute da Teheran e l’attacco ai danni della base britannica a Cipro, confermando il sostegno diplomatico agli Stati membri. (Fonti: Reuters, Ansa).
- Sud del Libano: Le forze armate di Israele hanno avviato operazioni terrestri circoscritte oltre la linea di confine per smantellare le postazioni di lancio missilistiche di Hezbollah. Il governo di Beirut stima che oltre quindicimila civili abbiano abbandonato i villaggi del sud per cercare rifugio nella capitale. (Fonti: Afp, Al Jazeera).
- Settore energetico: I delegati dell’Opec hanno avviato una sessione straordinaria a Vienna per valutare l’impatto del blocco parziale nello stretto di Hormuz sulle forniture globali. Le quotazioni del petrolio si mantengono stabili intorno agli 80 dollari al barile, in attesa di comunicazioni ufficiali sui livelli di immissione nel mercato. (Fonti: Bloomberg, Financial Times).
- Teheran e successione: Il consiglio degli esperti dell’Iran ha nominato Mojtaba Khamenei come nuova guida suprema del paese, in successione al defunto padre Ali Khamenei. La scelta consolida la linea di continuità militare, visti gli stretti legami del nuovo leader con l’apparato di sicurezza e i vertici dei guardiani della rivoluzione. Da Washington, l’amministrazione degli Stati Uniti guidata dal presidente Donald Trump ha confermato che il cambio al vertice non altererà gli obiettivi strategici e la durata dell’operazione militare congiunta attualmente in corso, ricordando che Mojtaba Khamenei era già stato sottoposto a sanzioni statunitensi dirette a partire dal 2019. (Fonti: agenzie internazionali).
3 marzo 2026
- Tiro (Libano): Un attacco aereo condotto da Israele ha provocato il crollo di un edificio nella città costiera di Tiro, sede degli uffici della società di microcredito Al-Qard al-Hassan, legata a Hezbollah. In risposta alle recenti tensioni, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha annunciato la proibizione immediata di tutte le attività militari di Hezbollah sul territorio nazionale. Il ministero della salute libanese ha diffuso un primo bilancio dei bombardamenti, riportando 31 vittime e 149 feriti. (Fonte: Askanews).
- Teheran e Unione europea: Il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato che qualsiasi partecipazione dei paesi europei alla campagna militare di Israele e Stati Uniti sarà considerata da Teheran come una complicità e un atto di guerra. L’avvertimento segue l’arrivo a Cipro di droni lanciati dal Libano e diretti verso la base britannica di Akrotiri. A causa di questa espansione del conflitto verso il territorio europeo, è stata annullata la riunione informale dei ministri degli affari europei prevista sull’isola. (Fonti: dichiarazioni ufficiali).
- Nazioni Unite: Il consiglio di sicurezza si è riunito in sessione d’emergenza a New York per discutere l’allargamento del conflitto. Il segretario generale ha richiesto un cessate il fuoco immediato per consentire l’apertura di corridoi umanitari destinati all’evacuazione dei civili dalle zone colpite. (Fonti: Reuters, Ansa).
- Evacuazioni internazionali: I ministeri degli esteri di Italia, Francia e Germania hanno attivato voli militari speciali per rimpatriare i propri connazionali attualmente in Libano e in altre nazioni del Golfo Persico considerate ad alto rischio. (Fonti: Afp, Farnesina).
- Riserve energetiche: L’agenzia internazionale dell’energia ha annunciato l’inizio di consultazioni straordinarie con i paesi membri per valutare l’immissione sul mercato di riserve strategiche di petrolio, al fine di calmierare l’aumento dei prezzi causato dai blocchi nello Stretto di Hormuz. (Fonte: Bloomberg).
- Borse Europee crollano, materie prime: volano petrolio e gas: I mercati finanziari globali tremano di fronte all’aggravarsi delle tensioni internazionali. La paura per gli impatti della guerra in Medio Oriente e le speculazioni su una possibile chiusura dello stretto di Hormuz — snodo cruciale per il transito globale di navi cariche di petrolio e gas — stanno scuotendo profondamente gli investitori. Mentre i mercati asiatici registrano performance negative, l’Europa accusa il colpo più duro.
- Arabia Saudita e reazioni internazionali: L’ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita è stata colpita da un attacco condotto con due droni, senza causare feriti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha garantito una risposta militare all’offensiva contro la sede diplomatica. Nel frattempo, il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che l’Iran sta portando avanti la costruzione di siti nucleari. (Fonti: dichiarazioni ufficiali).
2 marzo 2026
- Golfo Persico e Libano: Le forze armate dell’Iran hanno lanciato missili e droni verso basi militari statunitensi e infrastrutture civili in Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Il Pentagono ha confermato la morte di tre soldati degli Stati Uniti nella regione. Nel frattempo, i raid israeliani nel sud del Libano e a Beirut hanno causato oltre 30 vittime. (Fonti: Reuters, Adnkronos).
- Cipro (Base aerea di Akrotiri): Poco dopo la mezzanotte, un attacco con droni ha colpito una pista della base della Royal Air Force britannica. Funzionari ciprioti e britannici hanno confermato danni limitati e nessuna vittima. L’attacco ha spinto i residenti locali a cercare rifugio e segna un’escalation del conflitto che coinvolge direttamente il territorio di un paese membro dell’Unione Europea. (Fonti: dichiarazioni ufficiali).
- Stati Uniti: Il presidente Donald Trump ha dichiarato in una nota ufficiale che l’operazione militare congiunta con Israele proseguirà per almeno quattro settimane, fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati. (Fonte: Adnkronos).
- Impatto economico e mercati: Le principali piazze finanziarie internazionali hanno aperto la settimana in forte ribasso, con l’indice Ftse 100 di Londra e i futures statunitensi su Dow Jones e Nasdaq in calo di oltre l’1% a causa dell’incertezza legata al conflitto. (Fonti: The Guardian, Equitymaster).
- Materie prime (petrolio e gas): Le quotazioni del greggio Brent hanno subito un’impennata, attestandosi intorno ai 77-78 dollari al barile (+6-8%), per il timore di blocchi nello Stretto di Hormuz. Il prezzo del gas sul mercato europeo (Ttf) ha registrato un picco di oltre il 35%, superando i 43 euro per megawattora, in reazione alla chiusura di un terminale di gas naturale liquefatto in Qatar. (Fonti: Financial Times, Trading Economics, The Guardian).
1 marzo 2026
- Teheran: Le autorità iraniane hanno confermato la morte della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e di numerosi alti comandanti militari a seguito degli attacchi aerei iniziati il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele. Secondo i dati diffusi dalla Mezzaluna Rossa, i raid in Iran hanno causato un bilancio provvisorio di 201 vittime e 747 feriti. (Fonti: Ansa, Avvenire, Rsi).
- Stretto di Hormuz: La marina dell’Iran ha colpito navi mercantili e petroliere, bloccando di fatto il transito nel cruciale snodo commerciale dello Stretto di Hormuz. Per motivi di sicurezza, le principali compagnie aeree internazionali, tra cui Air France e Lufthansa, hanno sospeso i voli verso Tel Aviv, Beirut, Dubai e l’Oman. (Fonti: Rid, Cnel).
- Israele e Iraq: La rappresaglia missilistica dell’Iran ha colpito il centro di Israele, dove le autorità locali riportano nove vittime. Contemporaneamente, missili balistici iraniani hanno centrato un deposito di munizioni all’interno del complesso militare statunitense presso l’aeroporto di Erbil, in Iraq. (Fonti: Rsi, Rid).
Pubblicato da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano · Tour Leader · Fotografo di viaggi