Castello della Zisa Palermo: capolavoro arabo-normanno UNESCOCastello della Zisa Palermo: capolavoro arabo-normanno UNESCO

Iniziata nel 1165 da Guglielmo I il Malo e completata dal figlio Guglielmo II intorno al 1175, la Zisa è uno dei capolavori assoluti dell’architettura arabo-normanna e dal 2015 è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il nome viene dall’arabo al-Aziz: la Splendida.

C’è qualcosa di paradossale nella storia del Castello della Zisa di Palermo: uno degli edifici più straordinari dell’intero Occidente medievale, un palazzo che mescolava la tecnologia architettonica islamica con la tradizione normanna creando qualcosa di assolutamente irripetibile, è rimasto per secoli abbandonato, trasformato in fortezza, poi in casa di appartamenti, poi ancora in magazzino. I restauri degli anni Ottanta e Novanta del Novecento lo hanno restituito alla fruizione pubblica in uno stato di conservazione notevole, ma l’edificio aveva già dimostrato nei secoli la sua solidità: le mura sono spesse, i materiali sono ottimi, la costruzione è solida come doveva essere la dimora estiva dei re più ricchi d’Europa.

Il nome Zisa viene dall’arabo al-Aziz, che significa splendida, nobile, preziosa. È il nome che i re normanni di Sicilia scelsero per la loro residenza estiva, costruita all’esterno delle mura di Palermo all’interno del grande parco reale normanno chiamato il Genoardo, dall’arabo Jannat al-ard, paradiso della terra. Il Genoardo era un comprensorio di circa 25 ettari che si estendeva dall’odierno palazzo dei Normanni fino all’area di Altofonte, con padiglioni, giardini, bacini d’acqua, riserve di caccia, fontane. La Zisa era il gioiello di questo paradiso artificiale: la residenza principale, quella in cui la corte trascorreva i mesi estivi godendo del fresco e del lusso.

La costruzione: Guglielmo I e Guglielmo II, 1165-1175

Le prime notizie sulla costruzione della Zisa risalgono al 1165, quando Guglielmo I, detto il Malo, ne avviò i lavori. Lo storico Ugo Falcando, nel suo Liber de regno Siciliae, attribuisce l’inizio della costruzione a Guglielmo I. Il palazzo fu completato dal figlio Guglielmo II, detto il Buono, intorno al 1175, come attestano le fonti e un’iscrizione in caratteri cufici ancora visibile sul muretto d’attico dell’edificio. L’edificio fu costruito da maestranze di origine musulmana: carpentieri, stuccatori, mosaicisti, idraulici, tutti con una padronanza delle tecniche islamiche di costruzione e decorazione che i Normanni non possedevano e che ammiravano profondamente.

Il palazzo ha una struttura rettangolare e si sviluppa su tre piani, con una facciata principale orientata verso nord-est per captare la brezza marina. Questa non è una scelta casuale: l’intero sistema di ventilazione della Zisa è progettato per sfruttare la brezza marina. Tre grandi fornici si aprono sulla facciata, convogliano l’aria verso l’interno, e un sistema di camini nascosti nello spessore delle mura distribuisce il fresco in tutti gli ambienti. È la tecnologia islamica del raffreddamento passivo applicata all’architettura reale: più efficiente di qualsiasi aria condizionata moderna, e infinitamente più bella.

La Sala della Fontana: il cuore del palazzo

L’ambiente più straordinario della Zisa è la Sala della Fontana al piano terra, lo spazio centrale attorno a cui ruota l’intera composizione architettonica. È una sala a pianta quadrangolare trilobata, con archi a ferro di cavallo su coppie di colonne, decorata con mosaici a motivi naturalistici su fondo dorato con uccelli, dattieri, palme, pavoni. Al centro della parete di fondo è incassata la fontana: l’acqua sgorga da un pannello di marmo decorato, scende lungo una canalina intagliata nel pavimento e va ad alimentare due vasche, quadrate all’esterno e ottagonali all’interno. Il suono dell’acqua, la luce filtrata dai mosaici, il fresco della ventilazione naturale: è uno spazio pensato per essere vissuto in estate, e ancora oggi ha quell’effetto.

Il soffitto della Sala della Fontana è lavorato con la tecnica islamica del muqarnas: una volta ad alveare composta da decine di piccole nicchie geometriche incastrate le une nelle altre, che creano un effetto di straordinaria profondità visiva. Sopra la fontana, un affresco barocco del XVII secolo raffigura una serie di figure chiamate i Diavoli della Zisa: secondo la leggenda, questi personaggi custodiscono un tesoro nascosto e nessuno riesce a contarli con esattezza perché cambiano continuamente posizione. È una delle tante leggende che si sono stratificate attorno a questo palazzo nel corso dei secoli.

Il Museo d’Arte Islamica e il sito UNESCO

Dal 1991 il primo e il secondo piano della Zisa ospitano il Museo d’Arte Islamica, che raccoglie una collezione di oggetti e manufatti prodotti tra il IX e il XII secolo provenienti dalla Sicilia e dall’area mediterranea: ceramiche, stucchi, oggetti di bronzo, iscrizioni. Tra i pezzi più significativi c’è un’iscrizione cristiana in quattro lingue, ebraico, latino, greco bizantino e arabo, che è uno dei documenti più eloquenti della Palermo normanna come città multiculturale. Dal 3 luglio 2015 la Zisa fa parte del sito UNESCO Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale.

✦ COME ARRIVARE E COSA SAPERE

Dove si trova: Piazza Zisa, Palermo. A circa 1,5 km dal Palazzo dei Normanni, facilmente raggiungibile a piedi o con i mezzi pubblici.

Orari: martedi-sabato 9:00-19:00. Domenica e festivi 9:00-13:30. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura. Verificare eventuali variazioni su coopculture.it.

Biglietti: ingresso ordinario circa 6 euro, ridotto circa 3 euro. Gratuito la prima domenica del mese.

Da abbinare: il percorso arabo-normanno di Palermo: Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina, la Martorana, San Giovanni degli Eremiti, il Castello della Cuba a pochi minuti di distanza.

Pubblicato da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano · Tour Leader · Fotografo di viaggi

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