Voluto dal tiranno Dionisio I di Siracusa tra il 402 e il 397 avanti Cristo sul punto più alto dell’altipiano degli Epipoli, è la più grande opera di architettura militare dell’antichità classica giunta fino a noi. Tre fossati, cinque torri, una rete di gallerie sotterranee e un sistema difensivo che non fu mai espugnato.
È una cosa rara, visitare una fortezza che non è mai stata conquistata. Il Castello Eurialo di Siracusa non fu mai preso per forza: quando Roma occupò Siracusa nel 212 avanti Cristo, dopo un assedio durato tre anni in cui persino Archimede aveva contribuito alla difesa progettando macchine belliche, la guarnigione dell’Eurialo si arrese vedendo la città già perduta, non perché la fortezza fosse caduta. In tutta la sua storia di uso militare, dal IV secolo avanti Cristo al periodo bizantino, nessun nemico era riuscito a superarne le difese. È un primato che dice qualcosa dell’ingegno dei progettisti greci del IV secolo avanti Cristo.
Il Castello Eurialo si trova nella frazione di Belvedere, a circa sette chilometri da Siracusa, sul punto più alto dell’altipiano degli Epipoli a 120 metri sul livello del mare. Il nome deriva dal greco Euryelos, che significa testa di chiodo o punto ampio, e si riferisce alla forma della rupe su cui sorge. Lo volle il tiranno Dionisio I di Siracusa, uno dei più potenti e ambiziosi governanti del mondo greco antico: dopo che la spedizione ateniese del 415-413 avanti Cristo aveva mostrato la debolezza difensiva di quel settore, Dionisio decise di chiudere Siracusa all’interno di una cinta muraria lunga 27 chilometri, di cui il castello era la punta avanzata nell’entroterra.
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La costruzione: tra il 402 e il 397 avanti Cristo
La costruzione del castello avvenne in un periodo di poco più di cinque anni, tra il 402 e il 397 avanti Cristo, con una velocità che gli storici antichi ci hanno tramandato con ammirazione. Fu un’impresa ciclopica: 15.000 metri quadrati di area, tre grandi fossati difensivi, un mastio trapezoidale protetto da cinque torri quadrate alte circa 15 metri ciascuna, sulle cui sommità erano probabilmente alloggiate le catapulte, una rete di gallerie e cunicoli sotterranei per il movimento rapido delle truppe senza essere visti dal nemico. Il tutto costruito con blocchi di pietra calcarea ben squadrati, molti dei quali ancora in situ.
La fortezza non era pensata solo per la difesa passiva, ma per la difesa attiva nel senso più dinamico del termine. Il sistema di gallerie sotterranee, che partivano dal terzo fossato e si dipartivano verso diversi punti del castello e delle mura, permetteva alle truppe di spostarsi velocemente e di effettuare sortite ai danni dei nemici che assediavano la città. Una delle gallerie, lunga circa 180 metri, conduce fuori dal castello fino a una porta a tenaglia che permetteva l’uscita in sicurezza. Quando Demetrio I Poliorcete introdusse nel Mediterraneo le nuove tecniche d’assedio, il castello di Dionisio fu modificato per adattarsi alle nuove minacce: alcune delle modifiche successive sono ancora visibili nelle strutture.
Cosa vedere: fossati, gallerie e l’Antiquarium
Il percorso di visita al Castello Eurialo è uno dei più coinvolgenti della Sicilia per chi ha passione per l’archeologia militare. Si entra attraverso la biglietteria che si trova all’altezza del primo fossato, quello interrato, e si prosegue verso il secondo e il terzo fossato dove i blocchi squadrati delle strutture perimetrali sono ancora in ottimo stato. Dal terzo fossato si scende nelle gallerie sotterranee: cunicoli scavati nella roccia calcarea, alti e larghi quanto basta per far passare un soldato in armatura, con biforcazioni e incroci che formano una rete intricata. L’atmosfera è suggestiva e un po’ claustrofobica, ma l’esperienza di percorrerli è unica.
Sul mastio, le cinque torri del Pentapylon si alzano in stato di rovina ma ancora imponenti. Le grondaie a testa leonina che decoravano le torri, risalenti al IV secolo avanti Cristo, sono oggi esposte al Museo Paolo Orsi di Siracusa. L’Antiquarium all’ingresso del sito espone sfere di pietra usate come proiettili per le catapulte, un elmo di bronzo greco, ceramiche e oggetti di uso quotidiano trovati durante gli scavi. Una nota pratica importante: il Castello Eurialo ha avuto negli anni passati un’apertura discontinua e gestita in modo caotico dalla Regione Siciliana, con orari comunicati con pochi giorni di anticipo. Prima di andare, verificare le aperture aggiornate sul sito del Parco Archeologico di Siracusa.
| ✦ COME ARRIVARE E COSA SAPERE Dove si trova: Via Siracusa 2, Belvedere (Siracusa), a circa 7 km da Siracusa in direzione nord-ovest. Orari e aperture: il castello ha avuto aperture discontinue. Verificare le date aggiornate sul sito del Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa prima di organizzare la visita. L’apertura e attualmente a orari ridotti. Biglietti: gratuito per under 18, giornalisti, docenti, studenti di architettura, lettere e filosofia. Biglietto ridotto per disabili. Cosa portare: scarpe da trekking o sportive, torcia per le gallerie sotterranee, acqua abbondante d’estate. Il sito e in aperta campagna senza ombra. |
Pubblicato da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano · Tour Leader · Fotografo di viaggi
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