Castello Normanno di Adrano: donjon e museo regionaleCastello Normanno di Adrano: donjon e museo regionale

Costruito dopo il 1073 per volere del Gran Conte Ruggero I di Sicilia, il castello di Adrano è un donjon di pietra lavica nera che sorveglia da quasi mille anni il centro della città. Oggi ospita il Museo Regionale Saro Franco, con reperti che vanno dal Neolitico al Medioevo.

Nel centro di Adrano, in mezzo alla piazza principale, c’è una torre nera di basalto lavico che sembrava già antica quando Ruggero I la fece costruire nel tumultuoso periodo della conquista normanna della Sicilia. Alta 33,70 metri, con mura spesse fino a 2,60 metri, con una pianta rettangolare che misura 20 per 16,70 metri, è uno di quei castelli-torre che i Normanni chiamavano donjon: strutture difensive ed abitative al tempo stesso, pensate per dominare il territorio dall’alto e per resistere a qualsiasi assedio. E di assedi, nei secoli, questo castello ne ha visti parecchi.

Il castello di Adrano era parte di una triade difensiva normanna pensata per controllare la Valle del Simeto e tenere d’occhio Catania, che nel 1073 non era ancora stata strappata agli Arabi. Insieme ai castelli di Paternò e di Motta Sant’Anastasia, formava un sistema di avamposti che si fronteggiavano a distanza sui tre vertici di un triangolo, ciascuno visibile dagli altri due. L’obiettivo era duplice: sorvegliare la pianura a ovest dell‘Etna e controllare i passi che portavano a Troina, Regalbuto e Randazzo, le vie d’accesso all’interno dell’isola. Una strategia militare che riflette la precisione con cui i Normanni pianificavano ogni aspetto della loro conquista.

Le origini: su una torre saracena, fondata da Ruggero I

Le fonti documentarie non ci danno una data precisa per la costruzione del castello di Adrano, ma la tradizione storiografica la colloca dopo il 1073, quando Ruggero I aveva già preso Catania e guardava all’entroterra. Il cronista Goffredo Malaterra, che seguiva le imprese degli Altavilla, attesta la costruzione di un castrum a Adrano per volere del Gran Conte. Gli scavi condotti negli anni più recenti hanno confermato che il donjon normanno fu costruito su strutture preesistenti: sotto le fondamenta del castello si trovano i resti di una torre saracena, che a sua volta era probabilmente sorta su strutture ancora più antiche.

Nel 1092 Adrano è già documentata come parte della diocesi di Catania. Nel 1150 il geografo arabo al-Idrisi la descrive come un bel casale che sembrerebbe una piccola città, posto sopra un’altura tutta sassosa. Un documento del 1299 la definisce oppidum inexpunabilis, luogo inespugnabile. Durante il governo del conte Giovanni Tommaso Moncada, tra il 1461 e il 1501, la torre originaria fu restaurata e circondata da un bastione con quattro torri angolari che ancora si vedono oggi attorno alla base del donjon. Il terremoto del 1693 demolì i soffitti e le merlature, lasciando in piedi solo i muri perimetrali. I restauri degli anni Cinquanta del Novecento restituirono il castello alla fruizione pubblica.

L’interno: cinque piani e quattromila anni di storia

Dal 1959 il castello ospita il Museo Regionale Saro Franco, intitolato al professore che dedicò la sua vita allo studio del patrimonio archeologico adranita. Il museo occupa quasi quattro piani del donjon e racconta cinquemila anni di storia della zona a ovest dell’Etna con una completezza che sorprende chi arriva senza aspettarselo. Al piano terra si trovano i materiali preistorici provenienti dalle grotte di scorrimento lavico del Parco dell’Etna: vasi e strumenti di pietra e di osso del Neolitico, urne vascolari dell’età del Bronzo. Al primo piano proseguono i materiali preistorici e si trova la Cappella del Castello, uno spazio con abside e volta a crociera a doppia nervatura risalente al 1500, con il fonte battesimale originale.

Al secondo piano la collezione si apre sull’età ellenistica con i reperti di Adranon, la città greca fondata da Dionisio di Siracusa intorno al 400 avanti Cristo: ceramiche a figure rosse e a vernice nera, figurine di terracotta, un bellissimo busto di divinità femminile del V secolo avanti Cristo. Il terzo piano è dedicato all’età romana e tardo-antica, il quarto alle collezioni storico-artistiche e alla biblioteca con il prezioso Fondo Imbarrato che comprende volumi antichi dal XVI al XIX secolo. La pinacoteca Sangiorgio Gualtieri completa il percorso con opere d’arte moderna. Salire in terrazza, con il panorama sull’Etna, vale la visita da solo.

✦ COME ARRIVARE E COSA SAPERE

Dove si trova: Piazza Umberto I, Adrano (Catania). Nel cuore della piazza principale del centro storico.

Orari e biglietti: contattare il Museo Regionale Saro Franco al numero 095 769 2660 o la mail polomusealect.urp@regione.sicilia.it per orari aggiornati. Biglietto di ingresso al museo incluso nella visita al castello.

Come arrivare: Adrano è a circa 40 km da Catania. In auto dalla SS121, uscita Adrano. Da Catania anche con autobus AST con fermata in piazza principale.

Da abbinare: il Ponte dei Saraceni sul fiume Simeto, struttura medievale nei pressi di Adrano che la tradizione collega alla rete difensiva normanna del territorio.

Pubblicato da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano · Tour Leader · Fotografo di viaggi

Tag: Castello Normanno Adrano, donjon Adrano, Ruggero I Sicilia, Museo Saro Franco Adrano, castelli normanni Sicilia, Valle del Simeto, Adrano Catania, storia normanna, cosa vedere Adrano, Etna castelli