Nederlands Openluchtmuseum, il Museo all'aperto dei Paesi BassiNederlands Openluchtmuseum, il Museo all'aperto dei Paesi Bassi

Arnhem, Olanda: una giornata dentro la storia olandese, tra mulini, case di torba e tram d’epoca

Quando gli amici che ci ospitavano in Olanda, per Pasqua, ci hanno portato ad Arnhem, all’Openlucht Museum, ero convinto che si trattasse di uno di quei musei da turisti diligenti, da spuntare sulla lista e dimenticare nel giro di un’ora. Mi sbagliavo di grosso. Siamo entrati la mattina e siamo usciti nel tardo pomeriggio, con i piedi stanchi e la testa piena di immagini, moltissime delle quali memorizzate nel mio nuovissimo Honor 400 Pro, ottimo compagno di viaggi. Non è un museo: è un mondo intero, rimontato mattone su mattone, trave per trave, in un parco di quarantaquattro ettari immerso nei boschi alla periferia di Arnhem, nella provincia olandese del Gelderland.

Il nome completo è Nederlands Openluchtmuseum, il Museo all’aperto dei Paesi Bassi, ed è esattamente quello che dice di essere. All’aperto. Il cielo sopra la testa, il vento tra gli alberi, i narcisi gialli che a inizio aprile coloravano i bordi dei sentieri come se qualcuno li avesse piantati apposta per fare felice chi aveva decine di foto da scattare. La mappa che ci hanno dato alla biglietteria era tutta in olandese, naturalmente: in Olanda l’italiano non esiste, come avevo già capito nelle ore precedenti. Ma con un po’ di buona volontà e qualche gesto di intesa con i figuranti in costume, il museo si è raccontato da solo.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Una storia nata dalla paura di dimenticare

L’idea del museo nacque nell’aprile del 1912, quando il generale in pensione Frederic Adolph Hoefer, durante una riunione ad Arnhem, propose di costruire un parco simile a quelli che aveva visitato in Scandinavia. Hoefer era preoccupato: l’industrializzazione e l’urbanizzazione crescenti stavano cancellando le differenze regionali dei Paesi Bassi, i mestieri tradizionali sparivano, le case contadine venivano demolite, le tecniche artigianali si perdevano senza lasciare traccia. La sua proposta era semplice e ambiziosa insieme: raccogliere edifici storici da ogni angolo del paese, smontarli pezzo per pezzo nella loro posizione originale e rimontarli in un unico parco, dove potessero essere visitati, spiegati e vissuti.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

L’associazione per il folclore che gestì i primi anni del progetto aprì il museo al pubblico il 13 luglio 1918. Da allora non si è mai fermato, anche se la storia non è stata sempre lineare: nel periodo della Seconda guerra mondiale il museo ospitò sfollati e rifugiati, e la battaglia di Arnhem del settembre 1944 danneggiò seriamente alcuni edifici. Un incendio nel 1970 distrusse altre strutture. Nel 1987 il governo olandese propose addirittura la chiusura per i costi elevati: la risposta dei cittadini fu un’ondata di visite che non si era mai vista, una dichiarazione d’amore collettiva verso un luogo che la gente non era disposta a perdere. Il museo rimase aperto. Nel 2005 vinse l’European Museum of the Year Award. Oggi accoglie ogni anno oltre cinquecentocinquantamila visitatori.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Cosa si trova dentro: un Paese rimontato nel bosco

Camminare nell’Openluchtmuseum è camminare attraverso i secoli e le province dei Paesi Bassi insieme. Quarantaquattro ettari di parco contengono circa quaranta edifici storici originali: case di pescatori, fattorie frisone, corti contadine del Gelderland, mulini a vento, una cartiera, una distilleria, edifici industriali, chiese e persino una serie di abitazioni operaie che mostrano come cambiava l’interno di una casa olandese tra gli anni Sessanta dell’Ottocento e gli anni Settanta del Novecento. Ogni edificio è stato smontato dalla sua posizione originale in qualche angolo dei Paesi Bassi e rimontato qui con la stessa cura con cui un restauratore lavora su un dipinto.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Quello che colpisce di più, però, non sono le strutture in sé, per quanto straordinarie. È il fatto che siano vive. Dentro le case ci sono figuranti in abiti d’epoca che lavorano, parlano, dimostrano tecniche antiche: si possono vedere fare il formaggio come si faceva cento anni fa, produrre olio di lino, macinare il grano nel mulino a vento, stampare carta con le tecniche della cartiera storica. Non recitano una parte: rispondono alle domande, spiegano con entusiasmo, ti lasciano toccare e osservare da vicino. Con la barriera della lingua, qualcosa si perde inevitabilmente. Ma molto passa ugualmente, attraverso le mani che mostrano, gli oggetti che si toccano, i processi che si vedono in azione.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Una delle cose che mi ha affascinato di più è la serie di abitazioni operaie affiancate: la stessa tipologia di casa, ma arredata diversamente per rappresentare quattro epoche distinte della vita olandese, dagli anni Sessanta dell’Ottocento fino agli anni Settanta del Novecento. Entrare da una porta ed uscire dall’altra è come attraversare un secolo: il pavimento di legno grezzo che diventa linoleum, la stufa a legna che diventa fornello a gas, la lampada a olio che diventa neon. Una macchina del tempo in mattoni e mobili.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Il tram storico: un giro nel tempo sui binari

Una delle attrazioni più popolari del museo è la linea tranviaria storica, inaugurata nel 1996 e lunga 1.750 metri. I tram in servizio sono autentici veicoli storici provenienti da Amsterdam, Rotterdam, L’Aia e Arnhem: quello che mi è rimasto di più in mente è la replica del tram di Arnhem del 1929, il modello GETA 76, con i sedili in legno e il suono del campanello che risuona tra gli alberi del parco. Per chi non vuole camminare tutto il tempo, o semplicemente per chi vuole un’esperienza diversa, il giro sul tram è un modo dolcissimo di attraversare il museo. Per i bambini è un trionfo di felicità.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Il parco è percorso anche da un sistema di sentieri che si snodano tra i boschi collegando le varie zone tematiche. Si può girare a piedi seguendo la mappa, anche quella in olandese: i simboli aiutano, e comunque ci si perde nel modo migliore possibile, imbattendosi ogni volta in qualcosa che non ci si aspettava. Una piccola casetta di torba appena svoltato un angolo. Un mulino a vento che gira lentamente contro il cielo di aprile. Un canale con le papere. Una fattoria con il profumo di pane appena sfornato che arriva dalla finestra aperta.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Arnhem: la città attorno al museo

Arnhem è la città che ospita il museo, capoluogo della provincia del Gelderland, nel centro-est dei Paesi Bassi, lungo il fiume Reno. È una città che la maggior parte degli italiani conosce, se la conosce, per un solo motivo: la battaglia di Arnhem del settembre 1944, l’Operazione Market Garden, resa celebre anche dal film di Richard Attenborough Un ponte troppo lontano. Il John Frost Bridge, il ponte sul Reno per il quale i parà britannici combatterono e morirono, è ancora lì, percorribile a piedi, con una targa che ricorda quei giorni. Vicino al museo si trova anche l’Airborne Museum Hartenstein a Oosterbeek, dedicato alla battaglia, uno dei migliori musei di storia militare che abbia mai visitato.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Ma Arnhem non è solo memoria di guerra. È una città vivace, con un bel centro storico in parte ricostruito dopo i bombardamenti, mercati, ristoranti, e soprattutto il parco naturale Hoge Veluwe a pochi chilometri, uno dei più grandi d’Olanda, dove si trova anche il museo Kroller-Muller con una delle più importanti collezioni di Van Gogh al mondo. L’Openluchtmuseum dista meno di un chilometro dallo zoo di Arnhem, il Burgers’ Zoo, uno dei migliori zoo d’Europa. Insomma: se si decide di passare una giornata ad Arnhem, il rischio è di trovare troppo e non sapere da dove cominciare.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Una Pasqua in Olanda: il racconto continua

Questa è stata la prima tappa del mio racconto di questo viaggio in Olanda, che è durato cinque giorni bellissimi passati come ospiti di due amici carissimi, che non smetterò mai di ringraziare, che vivono lì ormai da anni. L’Openluchtmuseum è stato una rivelazione: uno di quei posti che si visitano senza aspettarsi nulla di speciale e dai quali si esce con la sensazione di aver capito qualcosa di più sul paese che ti ospita. Gli olandesi ci tengono alla loro storia, alla vita della gente comune, ai mestieri di una volta. E ci tengono in modo allegro, non didattico: il museo è pieno di bambini che corrono, di famiglie che fanno picnic sui prati, di anziani che raccontano ai nipoti come si viveva una volta.

Museo all'aperto dei Paesi Bassi, Nederlands Openluchtmuseum

Nelle prossime puntate di questo viaggio racconterò le altre tappe, perché l’Olanda, in cinque giorni, ci ha dato molto più di quanto ci aspettassimo. Mulini, tulipani, canali, mercati, e una qualità della vita che si tocca con mano appena si esce dall’aeroporto. Ma cominciare dall’Openluchtmuseum, con quei narcisi gialli in primo piano, il mulino che girava e il cielo azzurro di Pasqua, era il modo giusto.

Nederlands Openluchtmuseum di Arnhem: la storia olandese a cielo aperto
✦ COME ARRIVARE E COSA SAPERE
📍 Nederlands Openluchtmuseum — Hoeferlaan 4, 6816 SG Arnhem, Paesi Bassi. Si trova alla periferia di Arnhem, nella provincia del Gelderland.
✈️ In aereo: l’aeroporto più vicino è Amsterdam Schiphol (AMS), a circa 100 km. Da lì, treno diretto per Arnhem Centraal in circa un’ora (servizio frequente). In alternativa, Eindhoven Airport a circa 70 km.
🚆 In treno: da Arnhem Centraal si prende il bus linea 3 (direzione Burgers’ Zoo/Openluchtmuseum) o linea 8 (direzione Velp Ziekenhuis), fermata Openluchtmuseum, poi 4-5 minuti a piedi.
🚗 In auto: il museo è facilmente raggiungibile in auto, con parcheggio a pagamento in loco.
🎫 Biglietteria: il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:00. Verificare orari e prezzi aggiornati sul sito ufficiale: www.openluchtmuseum.nl (disponibile in olandese e inglese, non in italiano).
🗓️ Quando andare: la primavera (aprile-maggio) è il momento ideale: il parco è in fiore con tulipani e narcisi e le giornate sono lunghe. L’estate è affollata ma vivace. In autunno il bosco è spettacolare. In inverno l’area esterna è chiusa, rimane aperta solo la parte al coperto.
⏱️ Quanto tempo dedicare: almeno 4-5 ore per visitare tutto con calma. Una giornata intera se si include il giro in tram e qualche attività laboratoriale.

Pubblicato da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano · Tour Leader · Fotografo di viaggi

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