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Naro: cosa vedere nella città dove è nata la festa del mandorlo in fiore

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Non tutti lo sanno, ma la celebre Festa del Mandorlo in Fiore ha messo le sue radici a Naro, un piccolo gioiello della provincia di Agrigento. Era il 27 febbraio 1938 quando, nella magica cornice della Valle del Paradiso, ricoperta di mandorli in fiore, si tenne la prima edizione. Una sagra autentica, legata alla terra, che richiamava il mito di Proserpina: un inno pagano alla vita, alla morte e al ciclo delle stagioni.

Sfilavano per le vie di Naro carretti stracolmi di fiori, donne in ricchi costumi tradizionali, ballerini e suonatori di strumenti antichi come magarruna, zufoli e quartareddi. Non solo Naro: partecipavano anche gruppi da Aragona, Canicattì, Sciacca e altri comuni della provincia.

Naro è un borgo siciliano ricco di fascino, storia e architettura. Soprannominata “fulgentissima” dall’imperatore Federico II per la sua bellezza e posizione strategica, questa cittadina è nota soprattutto per essere il luogo d’origine di una delle celebrazioni più famose dell’isola. Se stai cercando un itinerario fuori dai soliti percorsi turistici, scoprire Naro ti regalerà un’immersione totale nell’arte barocca e nelle tradizioni locali.

La nascita della festa del mandorlo in fiore

Pochi sanno che la celebre festa del mandorlo in fiore, oggi associata alla vicina Valle dei Templi di Agrigento, è nata proprio a Naro nel 1934. L’idea fu del conte Alfonso Gaetani, che volle creare una celebrazione per esaltare i prodotti tipici siciliani e salutare l’arrivo della primavera, simboleggiata dalla precoce fioritura dei mandorli. Solo negli anni successivi la manifestazione fu trasferita ad Agrigento per darle un respiro internazionale, ma Naro conserva ancora oggi il vanto e la memoria storica di questa splendida intuizione.

Cosa vedere a Naro: un tuffo tra medioevo e barocco

Passeggiare per il centro storico di Naro significa attraversare secoli di storia dell’arte. Tra i monumenti principali spiccano:

  • Il castello dei Chiaramonte: Un’imponente fortezza medievale che domina la città dall’alto. Edificato nel XIV secolo, offre una vista spettacolare sul territorio circostante e ospita al suo interno un’esposizione di abiti d’epoca.
  • Il vecchio duomo normanno: Dedicato a Maria Santissima Assunta, questo edificio oggi in rovina mantiene un fascino senza tempo. La sua maestosa scalinata e le mura superstiti raccontano l’antica grandezza della città.
  • Le chiese barocche: Naro è un vero e proprio museo a cielo aperto del barocco siciliano. Merita una visita la chiesa di San Francesco, nota per i suoi interni riccamente decorati, e la chiesa madre, che custodisce opere d’arte di inestimabile valore e un magnifico fonte battesimale.

I sapori del territorio

Una visita a Naro non può dirsi completa senza aver assaggiato le specialità enogastronomiche locali. I mandorleti che circondano la cittadina offrono la materia prima per dolci tipici straordinari, come i pasticcini di pasta di mandorla, i ricci e la frutta martorana. Inoltre, il fertile territorio agricolo è rinomato per la produzione di olio extravergine di oliva e ottimi vini, perfetti per accompagnare i sostanziosi piatti della tradizione contadina agrigentina.

Ma Naro non ha dimenticato le sue origini. Da anni, la città rivive quel primo spirito con la Primavera Narese, un evento che mescola tradizione e innovazione. Da un lato, gruppi locali in costumi d’epoca e carretti riccamente addobbati riportano in vita il folklore siciliano, dall’altro, la partecipazione di artisti stranieri dona un tocco cosmopolita, rendendo la festa più aperta al mondo.

Scritto da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi

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