Esiste un momento preciso in cui un dolce smette di essere cibo e diventa qualcos’altro. Un ricordo, una consolazione, una festa piccola e personale che ci si concede senza dover giustificare niente a nessuno. Il profumo di una pasta di mandorle, la crema di un cannolo appena riempito, il cioccolato fondente di Modica che si scioglie in modo diverso da qualsiasi altro cioccolato al mondo. Certe cose dolci non si mangiano soltanto: si ricordano.
In questa sezione racconto i dolci che amo, che preparo, che cerco quando viaggio e che non riesco a smettere di assaggiare quando li trovo. La pasticceria siciliana è la mia casa, con tutto il suo arsenale di mandorle, pistacchi, ricotta, miele, cannella e scorze di agrumi, con quella capacità unica di trasformare ingredienti semplici in qualcosa di straordinariamente complesso. Ma non mi fermo ai confini dell’isola.
Racconto i dolci italiani delle altre regioni, quelli che scopro viaggiando e che meritano di essere conosciuti oltre il loro territorio. Racconto i dolci europei e quelli del resto del mondo, le pasticcerie che mi hanno sorpreso, le ricette che ho provato a replicare a casa con risultati alterni e onesti. Racconto la storia dei dolci, perché quasi sempre dietro una preparazione dolciaria c’è una storia di commerci, di spezie, di conquiste e di culture che si sono incontrate intorno a un forno.
Non ho la pretesa della perfezione tecnica né il rigore del pasticcere professionista. Ho la curiosità di chi assaggia con attenzione e la voglia di condividere quello che trova.
Perché i dolci, in fondo, nascono proprio per essere condivisi.