La stigghiola, street food storico di Palermo: budella di agnello sulla brace con cipollotti. Ricetta, storia e dove mangiarla nei mercati storiciLa stigghiola, street food storico di Palermo: budella di agnello sulla brace con cipollotti. Ricetta, storia e dove mangiarla nei mercati storici

C’è un profumo che a Palermo riconosci da lontano, che sale dai mercati storici e ti segue per strada. È il profumo della brace, del cipollotto bruciato, di qualcosa di antico che non si vuole estinguere.

Dal mercato alla tavola

La stigghiola è uno di quei piatti che dividono il mondo in due: chi la conosce e la ama senza riserve, e chi non la conosce ancora. Una volta assaggiata, non si torna indietro.

Sono budella di agnello o capretto, a volte di vitello, arrotolate attorno a cipollotti freschi e prezzemolo, poi cotte lentamente sulla brace. È street food palermitano purissimo, legato ai mercati storici della città, alla Vucciria, al Capo, a Ballarò, dove i stigghiolari lavorano ancora oggi con lo stesso gesto di sempre: arrotolano, infilzano, girano sulla brace, salano.

È un piatto che nasce dalla necessità, dalla cucina povera che non butta niente. Le budella erano il taglio che nessuno voleva, quello che costavano poco o niente, quello che i macellai mettevano da parte per chi non poteva permettersi altro. I palermitani le presero e ci fecero una delle cose più buone che si possano mangiare in piedi, per strada, con le mani.

La storia nei vicoli

Nei mercati storici di Palermo, la stigghiola ha un rituale preciso. Il venditore tiene le budella in ammollo nell’acqua, le arrotola attorno al cipollotto con movimenti rapidi e sicuri, le infilza sullo spiedo e le mette sulla brace. Il fuoco deve essere costante, non troppo alto, perché la cottura lenta è quella che le rende morbide dentro e croccanti fuori.

Si mangiano in piedi, avvolte in un foglio di carta, con un po’ di sale e niente altro. Ogni aggiunta sarebbe una distrazione. Il profumo del cipollotto bruciato, le budella che si stringono sulla brace, il sale che esalta tutto: è un piatto che non ha bisogno di niente.

A casa la si può replicare con una griglia da esterno o anche su una griglia in ghisa sul fornello, ma il risultato migliore resta quello della brace vera. Vale la pena aspettare l’occasione giusta.

Gli ingredienti

Per 4 persone

  • 800 g di budella di agnello o capretto, pulite e lavate
  • 8 cipollotti freschi
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • Sale grosso q.b.
  • Pepe nero q.b.
  • Succo di mezzo limone (facoltativo, per servire)

Come si prepara

La prima operazione è la pulizia delle budella, che il macellaio di fiducia può fare per voi su richiesta. Devono essere rovesciate, pulite accuratamente sotto acqua corrente, poi tenute in ammollo in acqua fredda e aceto per almeno un’ora. Questo passaggio è fondamentale per eliminare ogni odore forte e rendere le budella pronte per la cottura.

Prendete i cipollotti, teneteli interi con tutta la parte verde, e avvolgeteci intorno le budella partendo dalla base e salendo verso la cima, strette ma non troppo. Se volete aggiungete qualche foglia di prezzemolo mentre avvolgete. Fissate le estremità con uno stecchino o semplicemente stringendo bene.

Mettete sulla brace o sulla griglia calda e cuocete a fuoco medio, girando spesso, per circa venti o venticinque minuti. Le budella devono diventare dorate e leggermente croccanti all’esterno, morbide dentro. Durante la cottura salate più volte, il sale si stratifica e insaporisce in profondità.

Servite subito, calde, con una spruzzata di limone se vi piace, e niente altro.

Dove mangiarla a Palermo

Se siete a Palermo e volete assaggiarla nella versione più autentica, i mercati storici sono la destinazione giusta. Al mercato del Capo e a Ballarò i stigghiolari lavorano soprattutto la sera e nei giorni di mercato. Non cercate un posto a sedere: la stigghiola si mangia in piedi, per strada, guardando la gente passare. È parte del piatto.

È un’esperienza che consiglio a chiunque venga in Sicilia e voglia capire Palermo davvero, non quella delle cartoline, ma quella vera, rumorosa, profumata e straordinaria.